Lost in translation*

Una volta ho tentato di tradurre un testo dall’inglese, così, un po’ per esercitarmi ed un po’ per vedere cosa ne veniva fuori. In biblioteca mi ero presa un manuale su “come tradurre” e mi ero messa a leggerlo con fervore; ricordo una frase che che mi colpì molto “Una traduzione è come una donna: se è bella non può essere fedele”, a quel punto mi sono fermata: tradurre era più difficile di quanto credessi perchè, oltre alle mere parole contenute nel testo, dovevo fare i conti con un substrato culturale e sociale che io non possedevo. Modi di dire, immagini retoriche e frasi fatte, ogni paese possiede le sue ed un traduttore, un buon traduttore, deve sapere come renderle.

Dato che la mia carriera era finita ancora prima di iniziare, avevo deciso di lasciar perdere ma, inaspettatamente, ho capito che il mondo della traduzione possedeva un lato oscuro, un lato che ansima sotto un casco soffocante…

A chi non è mai capitato di fare i conti con titoli di film o di libri completamente snaturati e stravolti? Perchè oltre a trasporre l’opera dalla lingua originale all’italiano, i traduttori hanno sentito il bisogno di cambiare anche il titolo, che per inciso è frutto dell’autore e sicuramente ha molta attinenza con l’opera? Per avallare la mia stizzita teoria ecco alcuni esempi cinematografici di cui ricordo la strana (ed abominevole) traduzione:

Walk the line  (USA 2005) = Quando l’amore brucia l’anima  Il titolo originale ” Camminando sulla linea” oltre ad essere una canzone del protagonista, Johnny Cash, è la rappresentazione della sua vita,di ciò che ha passato, come ha vissuto e, dato che è un film biografico, dovrebbe ricalcare almeno l’idea originale… se proprio si vuole tradurlo e non è sufficiente aggiungere un sottotitolo esplicativo.

The hudsucker proxy (USA 1994) = Mr. Hula hop Questo è un chiarissimo esempio di ciò che intendo: per tutto il film c’è un uomo che gira con un foglietto su cui è disegnato un cerchio e lo mostra a tutti dicendo “Questa è la più grande invenzione del secolo!”, se tu intitoli la pellicola “Mr. Hula Hop” non credi di avere già rovinato il finale a tutti gli spettatori?

The woman in the window (USA 1944) = La donna del ritratto “La donna alla finestra” Faceva schifo? No, ma siccome tutto nasce da un ritratto di donna,  perchè non intitolarlo proprio così?  E allora, perchè non aggiugere anche “La donna del ritratto e l’uomo che si è innamorato di lei poi la uccide ma forse non è stato lui? ” Se uno arriva tardi al cinema può rifarsi leggendo il titolo…

Vertigo (USA 1958) = La donna che visse due volte Stessa cosa…possibile che nemmeno Hitchcock avesse il diritto di tenersi un titolo breve e perfetto come Vertigo?

Sono perplessa e frastornata. Mi chiedo perchè non basti la traduzione fedele all’originale o l’aggiunta di un sottotitolo esplicativo… non credo che ci meritiamo questa elemosina intellettuale.

Elly

* Lost in translation (USA 2003) titolo di un bellissimo film di Sofia Coppola.

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