Ho ancora molto da imparare

In quanto insegnante di italiano per adulti stranieri, ho avuto l’onere e l’onore di conoscere i loro pensieri a proposito di molti argomenti che credevo fossero universalemente noti. Ma nulla è più universale del concetto di “relatività” e questo ha posto le basi per meravigliose chiacchierate con persone provenienti da paesi lontani e misteriosi che mi hanno insegnato a vedere il mondo con occhi diversi.

Nel caso dei cinesi il mio interesse nasce dal fatto che, ho notato, potrebbero vivere in Italia senza preoccuparsi di imparare l’italiano, dato che la loro comunità è molto presente ed autosufficiente. Basta che solamente alcuni conoscano la lingua per mandare avanti il piccolo mondo nel quale vivono. Ovviamente “gli eletti” cioè quelli mandati a scuola per apprendere la lingua sono molto motivati e caparbi, nonostante le abissali differenze con la nostra struttura grammaticale, fanno sforzi enormi per capire e guadagnare il linguaggio. Se io dovessi imparare il cinese non mi basterebbero due vite…

Sono davvero sorpresa ed affascinata nello scoprire, lezione dopo lezione, come queste persone mettano insieme tutte le loro conoscenze ed intuizioni per creare un discorso e comunicare con me, tra loro e con il mondo.

Una volta ho chesto di parlarmi del luogo da cui venivanogli studenti della mia classe, mi ricordo che descrivevano appassionatamente il loro paese, il cibo, l’architettura e la loro vita. A quel punto chiesi ad una ragazza cinese di parlarmi della muraglia, della Cina e di quello che si poteva vedere nel suo paese; mi disse che la Cina era un paese enorme che possedeva migliaia di dialetti diversi e che lei non aveva mai visitato altre città oltre la sua, nel Sud. Le chesi, allora, di raccontarmi della muraglia e lei mi narrò, con voce sognante, di come l’imperatore della Cina volesse arrivare fino al cielo, di quanti tentativi aveva fatto per raggiungerlo e di come avesse costruito la muraglia per arrivarci. Io, sorpresa, le dissi che non era così, che era stata costruita a scopo difensivo, per proteggere i confini dai mongoli, che era l’unica opera dell’uomo visibile dalla luna e che era un’opera grandiosa; lei mi guardò meravigliata e rispose che no, era per raggiungere il cielo, all’imperatore non importava altro. A quel punto raccolsi tutta la mia conoscienza, la misi in tasca ed aprii gli occhi, permettendogli di meravigliarmi di nuovo.

Elly

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One thought on “Ho ancora molto da imparare

  1. Io sono un’italiana in terra tedesca e ho a che fare con nazionalita’ diverse molto spesso… bhe’, l’incontro di culture affascina anche me in modo meraviglioso 🙂

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