Le inteviste di 1000 bolle blog presentano: Magnolia

Magnolia è una delle frequentatrici del nostro blog e, guarda caso, è un’italiana che vive all’estero. Questo fatto  ci ha fatto balzare alla mente un’ideuzza: abbiamo pensato al nostro paese, a questo preciso momento storico ed al fatto che la parola “straniero” è usata, spesso e volentieri, con una connotazione negativa. Per questo abbiamo deciso di intervistare alcune persone che, sulla carta, risultano essere straniere, quindi “diverse dalla nostra idea di cittadino medio”. Questo passo è stato compiuto perchè vogliamo riflettere (e far riflettere) sul grande limite umano riguardante le generalizzazioni e gli stereotipi.

Stranieri in Italia, italiani all’estero, che differenza c’è? Crediamo di essere esenti da pregiudizi solamente perchè siamo italiani? Forse non troveremo mai le risposte, intanto però facciamoci delle domande…

I don’t drink coffee I take tea my dear
I like my toast done on one side
And you can hear it in my accent when I talk
I’m an Englishman in New York
(Englishman in New York, Sting)

Ciao Magnolia, raccontaci qualcosa di te…
Sono una ragazza del Norditalia, 25 anni, studentessa di dottorato in materie scientifiche. Amo la mia citta’, ma a 23 anni ha iniziato ad andarmi stretta e ho deciso di andare a fare la tesi all’estero. Per una serie di ragioni ho deciso di venire in Germania, pur non parlando la lingua ma con la garanzia di poter lavorare in inglese alla tesi. Dopodiche’ ho deciso di fare il dottorato, anch’esso all’estero. E sono rimasta in Germania. Ho molti interessi e in parte mi rispecchio nella descrizione data qui http://www.nonsolomamma.com/post/20921572/alternative+possibili di nonsolomamma. Anche se negli ultimi anni ho scoperto cosa sia il mal di vivere. Ed esso ci accomuna tutti, coloro che vivono sempre nello stesso paese da quando sono nati e stanno in una relazione da 10 anni e coloro che sono in perenne movimento, anche sentimentale.
Da quanto tempo vivi in Germania?
Da circa 2 anni.
Credi che resterai a vivere lì per sempre?
No, ma non sono certa di voler tornare in Italia.
Cosa ti manca dell’Italia?
La mamma, la mia famiglia, la mia citta’, la mozzarella di bufala, le calde estati, la spontaneita’ della gente, la tradizione di offrirsi il caffe’ a vicenda e tante altre cose.
Cosa ti piace della Germania che in Italia non trovi?
Un ambiente multiculturale con pochissime tracce di razzismo, la possibilita’ di fare ricerca in un ambiente privo di favoritismi, il senso della cosa pubblica (e anche della proprieta’ privata) insito nei tedeschi, il rispetto delle regole, i mille tipi di pane che si trovano qui in panetteria, l’abitudine di andare a piedi, in bici o coi mezzi pubblici ogniqualvolta cio’ sia possibile, il rispetto per l’ambiente, e tante altre cose.
Ti percepisci come una “straniera” in Germania o come una “cittadina europea” a tutti gli effetti?
Come una cittadina europea.
Ti senti emarginata o sei stata subito accolta in modo positivo?
Sono stata accolta in modo positivo.
Cosa consiglieresti a chi vorrebbe andare a vivere in Germania o, più in generale, in un paese diverso?
Di essere curiosi verso la nuova cultura e di impararne la lingua, di non chiudersi nel cerchio di compatrioti.
Che opinione hanno i tedeschi degli italiani? Ci sono stereotipi o pregiudizi?
Stereotipi si’: siamo rumorosi, gesticoliamo, mio padre viene sempre identificato con un boss della mafia, siamo passionali. Pregiudizi non ne ho mai vissuti sulla mia pelle.
Qual’è il tuo cibo tedesco preferito?
Himbeerkuchen, la torta ai lamponi.
In Germania esistono comunità di italiani che non partecipano alla vita tedesca? Esiste una sorta di autoemarginazione? Se sì, secondo te quale è la causa?
La maggior parte degli italiani che incontro qui sono di seconda generazione e possiedono ristoranti e gelaterie. Sono venuti qui negli anni 50 e 60 specie dal sud Italia, e parlano coi loro figli un misto di tedesco e qualche dialetto del sud di 50 anni fa. In particolare i piu’ anziani sono in parte emarginati dalla lingua e dalla condizione sociale che ricoprivano quando sono venuti. I loro figli credo che siano pero’ ormai integrati.
Io ho avuto il privilegio di arrivare come studentessa, quindi come persona istruita e accolta in un ambiente gia’ di per se’ internazionale. Questo mi ha certo facilitata. Anche se e’ con il mio impegno che ho studiato la lingua e mi impegno a non circondarmi solo di italiani e magari spagnoli, ma di frequentare anche gli ambienti a maggioranza di tedeschi.
Un gruppo che si autoemargina ed e’ anche poi in parte emarginato e’ quello dei turchi. La storia e’ analoga a quella degli italiani, ma sono molto piu’ numerosi e si chiudono nelle loro comunita’ per difendere la loro cultura. Cosa che in parte capisco, dato che le differenze culturali sono in quel caso piu’ accentuate.
Vorremmo segnalarvi il blog di Magnolia nel caso vorreste approfondire la sua conoscenza: A little bit of too much
Annunci

Lascia un commento!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...