Il valore antropologico degli autobus

Lo so, risulterò impopolare. Ma mi piacciono un casino i mezzi pubblici cittadini: autobus, tram, minibù, filobus e tutta la ferraglia urbana che prendono le persone tutti i giorni per raggiungere la loro destinazione.

Mi piacciono perchè sono democratici. Quelli che salgono devono pagare il biglietto e sedersi se trovano posto, altrimenti in piedi! Non importa se sei un dirigente, re o multimiliardario (ammesso che abbiano mai preso un mezzo pubblico), l’autobus ti rende uguale agli altri. Dottori ed operai. Bambini ed anziani.

A questo punto potrebbero saltare fuori le solite – e doverose- constatazioni sulla “non puntualità”dei mezzi,  sul fatto che non sono puliti o sulla brutta abitudine di non  pagare il biglietto; lo so, è tutto vero e lecito,  assolutamente condiviso,  ma non è questo il punto.  A me piacciono i mezzi pubblici perchè ti danno l’opportunità di incontrare delle persone che altrimenti non vedresti mai.

Una volta (ero a Parma) sull’autobus è montata una signora enorme, che puzzava un sacco di sudore e fritto, che si era ifilata a forza tra i pendolari delle 13; mi ricordo che mi venne vicino e cominciò a parlarmi con un fiato alla cipolla da fare invidia ad una cloaca a cielo aperto. Sono  dovuta scendere perchè stavo male.

Dove altro avrei potuto entrare in contatto con una donna del genere se non in autobus?

Un’altra volta mi sono ritrovata, a Senigallia, a fare lo slalom tra i turisti sul lungomare, con un autista che scartava i vacanzieri con perizia chirurgica. Le altre persone con me, tedeschi, inglesi, etc. erano col fiato sospeso, sgomente ed incerte sul loro futuro a breve termine.

Su un autobus, credo a Roma, l’autista si è fermato per dieci minuti perchè uno era salito a bordo senza fare il biglietto e si rifiutava (giustamente) di proseguire la corsa finchè non fosse sceso.

Sembra un mondo a parte, quello degli autobus, ma io mi diverto un sacco a vedere quelli che salgono, ad entrare in contatto con persone sempre diverse ed uniche. E’ il mio personale parco giochi… sotto tutte le case del mondo.

Elly

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2 thoughts on “Il valore antropologico degli autobus

  1. e io aggiungerei: se piu’ gente prendesse i mezzi pubblici e pagasse il biglietto, ci sarebbe meno traffico e ci sarebbero autobus piu’ frequenti…

  2. Pienamente d’accordo! Immagino che in Germania ci sia una civiltà più educata, comunque…
    mi hanno raccontato che c’è gente che va scalza in metropolitana, è vero?

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