Cavalierservente dell’anno

Certe volte mi trovo spiazzata da una realtà che supera l’immaginazione. Nello specifico, credo di aver incontrato una persona talmente pomposa da meritarsi il primo premio della categoria “cavalierservente dell’anno” nella specialità “anche se ti odio, sono superiore”.

Dopo una serata di bagordi e coriandoli, mi sono ritrovata a dover essere accompagnata a casa. Purtroppo, l’unico che veniva dalle mie parti era un sedicente gentiluomo (amico di un amico di un amico) che, per tutta la sera, non aveva fatto altro che infastidirmi con discorsi qualunquisti e noiosi, trovando da lamentarsi su tutto lo scibile umano degli ultimi 2000 anni, senza tentare minimamente di integrarsi con la realtà e divertirsi come i comuni mortali.

Insopportabile.

Un uomo che non consiglierei nemmeno come punizione.

Purtroppo l’unico che poteva accompagnarmi a casa.

Il fatto che io lo odiassi a prima vista era irrilevante, per lui io ero (e resto) una macchiolina sulla lucida cornice della sua vita noiosa e fatta di apparenze, un nulla assoluto, presente a quella serata solamente perchè conoscevo qualcuno. La mia opinione su di lui non era trapelata, anche perché sono dell’idea che se non mi interessa minimamente entrare in contatto con la persona in questione, non mi spreco a comunicare.

Arriva il momento di andare a casa e lui mi accompagna alla sua macchina. Arrivati davanti alla portiera del passeggero lui fa uno scatto da centometrista verso la maniglia e io gli chiedo ingenuamente: “vuoi che guidi io?”

E lui, indignatissimo: “No, ti volevo solo aprire la portiera”

Io lo fisso per un’istante e gli rispondo: “Guarda che ho il pollice opponibile, ce la faccio anche da sola”

E lui, stizzito: ” Beh, io sono stato abituato così”.

[La parte in corsivo che segue è quello che avrei voluto dirgli se non avessi preferito un penoso silenzio fino a casa]

“Sei abituato così? Questa sera sei stato simpatico quanto un avviso di sfratto, sei egocentrico e completamente incapace di mettere le persone a proprio agio, riesci ad avvelenare l’aria di chi ti sta intorno e mi apri la portiera?! Ma chi se  ne frega della tua subdola educazione, avrei preferito mille volte cenare con una mangusta piuttosto che ridurmi a concludere la serata in macchina con te e la tua impettita ottusità, sei solo apparenza! Ti assicuro che se potessi picchiarti lo farei, in questo momento, con una padella enorme! Riesci ad irritarmi così completamente che ogni cellula del mio corpo è diventata d’ortica!!!”

Ma, come ho detto, ho preferito il silenzio.

Elly

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2 thoughts on “Cavalierservente dell’anno

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