Fabbrica

ascanio_celestinidi e con: Ascanio Celestini

Fabbrica è un racconto teatrale i forma di lettera scritta alla madre da un operaio:

“Cara madre,

vi scrivo questa lettera che è l’ultima lettera che vi scrivo. Ve n’ho scritta una al giorno per tanti anni. Voi mi dicevate scrivi scrivi e io ho scritto per più di cinquant’anni …”

Così si apre e si chiude la piece teatrale del celebre autore romano. Tutto lo spettacolo è incentrato sulla figura di un figlio che scrive una lettera alla madre, lettera che avrebbe dovuto scrivere cinquant’anni prima, ma che a causa di una disgrazia non è riuscito a fare. Così, dopo tutto quel tempo, recupera il fallo e racconta: racconta della vita in fabbrica, dei colleghi e colleghe, dell’Italia attraverso tre generazioni e due guerre e soprattutto di Fausto, il capoturno.

Attraverso una narrazione  rapida e precisa, sgrammaticata come solo un discorso fatto di getto può essere, comica e grottesca al tempo stesso, Ascanio Celestini ci porta a scoprire un microcosmo, quello della fabbrica, che non è poi così diverso dal macrocosmo in cui viviamo. Una riflessione attenta e coinvolgente sull’animo umano, con le sue ipocrisie e i suoi principi.

Alla fine dello spettacolo, grazie all’autore,  ci si interroga e si scava dentro se stessi alla ricerca di qualcosa che si pensava di aver perso: l’autocritica.

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