Roman e il suo cucciolo

di Reinaldo Povod

traduzione e adattamento Edoardo Erba

con Alessandro Gassman, Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto, Natalia Lungu

regia di Alessandro Gassman

E’ un dramma familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo sul presente che è anche un preciso richiamo a uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci coinvolgono: la presenza degli immigrati nella nostra vita, presenza che ha cambiato la fisionomia delle nostre città e il tessuto delle nostre relazioni. Uno sguardo neutrale, non ideologico, fuori dagli schemi del razzismo o della solidarietà di maniera. […]

A. Gassman

Roman e il suo cucciolo racchiude già nel titolo la profezia dell’opera: Roman, padre spacciatore e disgraziato, cerca di mantenere una rispettabilità agli occhi del figlio dimostrandogli quanto è degradata e pericolosa la sua vita. Vuole, insomma, proteggere il suo cucciolo. Il cucciolo in questione però, come tutti i bambini, vuole fare un gioco da grandi.

Un ritratto della società contemporanea che ha come protagonista la classe sociale più infima del genere umano. Il paradosso dell’uomo medio che condanna questo stile di vita discriminandolo su base etnica e razziale risiede proprio nel fatto che nel fango non conta nessuna razza e solo chi c’è veramente dentro sa di avere un bisogno disperato dell’altro per sopravvivere.

Lo spettacolo ha un taglio cinematografico. I tempi morti sono pressochè assenti e i dialoghi sono duri, crudeli, cattivi, essenziali. La dinamica della vicenda è comunque lineare e completa, estremamente comprensibile. Uno spettacolo “pesante” ma denso di emozioni e carico di umanità.

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7 thoughts on “Roman e il suo cucciolo

  1. finalmente la realtà entra in teatro scuotendo coscienze e cuori. Grazie Alessandro Gassman e tutti gli attori e i tuoi collaboratori:Tu hai osato e hai messo semi di cambiamento in questo teatro,a volte asfittico e inutile, eccetto alcuni casi,pippo delbono su tutti.Eppure mai come oggi il luogo dove la Parola è Verità e può incidere per un cambiamento profondo delle persone è proprio il Teatro. Ti prego e ti chiedo cerca sempre testi dove la realtà entri in scena scardinando luoghi comuni, pregiudizi, menzogne per acquetare le nostre coscienze e svilire tutto ciò che è vero e che ha dignità. Grazie immensamente. Lo spettacolo l’ho visto ieri a Brescia. Mi hai commosso e sono uscito arrabbiatissimo, felice della bellezza e migliore nel mio cuore.
    A casa ho rivisto Hamam per rivedere quanto eri già bravo allora.
    Lasciami dire che ora sei un grande, anche perchè stai cercando la tua strada, diversa da quella di tuo padre, che io ho amato moltissimo nell’Affabulazione di Pasolini.Ora sei pronto a portarla in scena con il tuo linguaggio.

  2. 12 aprile 2010 ,
    mi chiamo Mariagrazia e sono un infermiera ,sono entrata per la prima volta in vita mia in un teatro ,ho visto il tuo spettacolo a Padova “Roman e il suo cucciolo”,con mia grande sorpresa mi sono accorta che vedere dal vivo uno spettacolo del genera ti fa soffrire,arrabbiare,ridere sognare e sperare tutto nello stesso momento,ho voluto vedere questo spettacolo per il tema trattato ;ho lavorato per circa 12 anni in un servizio per le tossicodipendenze e finalmente qualcuno ha capito che chi si trova nel fango la razza il sesso e la classe sociale non contano ma spesso succede che chi lavora nel sociale come ho fatto io da l’impressione di perdere tempo oppure vieni classificato come un angelo custode mai una professione che rientra nella normalita’.Accettare le diversita’ non è facile, forse sara’che abbiamo paura a far del bene?Giovanni Anzaldo BRAVO !Sergio Meogrossi IRRESISTIBILE !Natalia Lungo DOLCISSIMA!Hanno interpretato i personaggi da me preferiti , caro Direttore artistico hai fatto centro! ps.RICORDATI che durante la scena di cucciolo che si fa la mega dose offerta dal personaggio di Meogrossi di solito nella realta’
    il tossico o muore di overdose o come minimo comincia ad avere una reazione con grande pallore e una sudorazione abbondante pensaci su!

  3. anche a me lo spettacolo è piaciuto davvero molto: contenuti tosti, ritmo veloce, dialoghi autentici, persino le posture degli attori vere, verissime, un Dramma senza un filo di retorica, in certi momenti mi pareva di vedere un fim di Abel Ferrara, in altri di Lars von Trier, ma a teatro è ancora meglio. E poi l’ho visto a Padova, siamo abbonati al Verdi ma il programma non è così appagante, è una piazza moscia e forse non merita molto di più della mediocrità, pensavo quasi di non rinnovare l’abbonamento, ma ora col nuovo direttore… mi sa che possiamo sperare in una diversa qualità|!Grazie, MAngela

  4. Grazie mille per i commenti… evidentemente la storia di Roman e cucciolo ha trfitto più cuori di quanti se ne potessero immaginare! C’era da aspettarselo comunque… chiunque abbia la possibilità di vederlo ne esce immancabilmente segnato.

  5. smuove la platea dai più giovani ai più anziani, rinnova il teatro stantio degli ultimi decenni, carica di emozioni reali e porta dentro ad un mondo che siamo abituati ad emarginare, chi più e chi meno…
    ho visto lo spettacolo due volte e lo rivedrei di nuovo
    bravissimi gli attori conosciuti ed emergenti, in particolar modo sergio meogrossi, ottima, come sempre la regia, buoni gli effetti scenici e musicali, attendiamo per venezia altri testi nuovi che facciano tornare la voglia di andare a teatro..
    grazie delle emozioni che ci state dando

  6. Sono uscita un’ora fa da teatro dopo aver assistito allo spettacolo. Purtroppo mi ha lasciato l’amaro in bocca. Per quanto apprezzabile la coraggiosa trasposizione del testo verso una realtà a noi più vicina, vigorosa la recitazione di stampo naturalistico, coinvolgente la scenografia e la regia in generale, ho notato uno scollamento evidente tra il primo e il secondo tempo in termini di tempi e di toni. La verbosità della parte del ‘Che’ a inizio secondo tempo già lasciava tristemente intuire la lungaggine a cui lo spettatore sarebbe stato sottoposto, non ultima la morte del protagonista, paragonabile all’agonia della Traviata! Gli ammiccanti brani musicali conclusivi, forieri di sicuro applauso fino a che l’ultima nota non si spegne, sono stati purtroppo evidenziati da frequenti veloci uscite di spettatori non troppo prodighi di riconoscimenti (peraltro meritati da un gruppo di attori ben assortito) La piazza genovese non è facile, ma a tutto ciò ha sopperito un gruppo di femmine di varie età in visibilio per il bell’Alessandro. Io preferisco dire che è davvero molto bravo.

  7. Ho visto lo spettacolo a Bologna e sono rimasto estasiato dalla forza interpretativa di tutti gli attori, Gassman in testa al gruppo. Non mi dilungo sulla storia in sè, mi piace solo comunicare l’emozione che penso abbia commosso un pubblico che alla fine ha gridato, letteralmente, più di un bravo a tutti i protagonisti. Un grazie dunque al Gassman attore e regista, che possa proseguire su questa strada, gliene saremo molto grati!

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