La Locandiera

E’ ufficialmente ricominciata la stagione teatrale e, come probabilmente avete visto nelle anticipazioni (se vi siete persi il post potete cliccare qui), questo è un anno di classiconi.

Evviva, si ricomincia!

Questo spettacolo – La locandiera, cioè- l’ho visto almeno altre due volte… che ci volete fare è un ever green, sarebbe ingiusto quindi togliere la possibilità alla compagnia del Teatro Biondo di Palermo elo stabile di Catania di stupirci.

Tanto a teatro mica ci vai per sapere come va a finire una storia. Non sempre, almeno.

regia, scene e costumi Pietro Carriglio
musiche : Matteo D’Amico
con: Nello Mascia, Sergio Basile, Luciano Roman, Luca Lazzareschi, Galatea Ranzi, Massimo D’Anna, Samuel Kwaku Gyamfi, Jennifer Schittino, Domenico Bravo, Aurora Falcone, Eva Drammis

Una donna autonoma, non più giovanissima – e per questo esperta della vita e padrona di sé -, economicamente indipendente, divertita dal gioco della seduzione.
Carlo Goldoni – “uomo che amava le donne” – prediligeva La locandiera perché «la più morale, la più utile e la più istruttiva» di tutta la sua produzione teatrale.
Oggi continua a stupirci per i temi su cui è costruita: seduzione, amore e innamoramento, disincanto, vanità, bieca avidità. Un groviglio di passioni e di maldestri, esilaranti desideri, nella lettura innovativa di Pietro Carriglio, che si libera dagli stereotipi del goldonismo, focalizzando l’attenzione sul meccanismo teatrale dell’opera, su un’inedita caratterizzazione del personaggio della protagonista, Mirandolina, interpretata da Galatea Ranzi, e sull’impianto figurativo, che richiama i dipinti del Tiepolo e di altri pittori a lui contemporanei.
Spiega il regista: “La locandiera è un orologio, scandisce il tempo che passa inesorabilmente, senza la possibilità di essere fermato dai virtuosismi o dal gioco sottile che muove gli ingranaggi: e amareggia profondamente”.

Fonte: piccolo teatro.org

La locandiera resta per me da sempre un mistero. Mi chiedo, cioè, perchè mai una tizia che non ha mai pensato al matrimonio arrivi a decidere, nel giro di una settimana, di scegliere uno tra i tanti pretendenti e legarsi a lui per il resto della vita. Intestargli tutti i beni ed essere relegata in secondo piano.

Cioè, se non te ne fregava una cippa prima, perchè adesso dovrebbe essere diverso?!

Lo so, sono figlia di altri tempi, al giorno d’oggi una donna può decidere di restare single, affermarsi nella vita e sul lavoro senza sentirsi dare della ziella. Una donna è libera di scegliere. Di autorealizzarsi.

Sento risate in sottofondo.

Forse aveva ragione Goldoni.

Comunque, a parte questo cappello introduttivo devo dire che lo spettacolo è stato davvero emozionante, BIP BIP BIP, gli attori fantastici, RIIIIIING, la recitazione sentita e terribilmente attuale SCHHHHHH! SCHHHHHH!

Peccato le scolaresche portate dalla scuola alla rappresentazione  che –fuck you fuck you very very much ‘cause– hanno portato con loro anche Lily Allen sottoforma di MP3.

Bello.

Complimenti.

E i professori?

Forse erano troppo occupati ad inviare SMS perchè nessuno si è degnato di andare a dare quattro calci nel sedere a quei vigliacchi  maleducati.

Quindi, da parte mia, Fuck you!

Annunci

3 thoughts on “La Locandiera

  1. Mammocci di m*rd*!
    Chi non sa ripettare la convivenza (ed il lavoro) degli altri andrebbe esposto al pubblico ludibrio (e alle intemperie) ricoperto di bucce d’arancia.
    E’ molto triste per gli attori e per le altre persone che hanno assistito alla rappresentazione.
    Che amarezza.

  2. La cosa brutta è stata che il telefono con musichina ha squillato per ben due volte ad un signore della platea…che giustamente ha anche fatto i porci comodi suoi con quel cellulare che illuminava come un faro! Quindi se a casa hanno esempi del genere, questi poveri bimbiminkia cosa possono mai fare? Andarsene e svuotare il teatro quando ancora gli attori stanno salutando…per esempio…

  3. Io dico che dopo aver visto La Locandiera a teatro è giustissimo avere voglia di andare a trastullarsi con una puntata di X-Factor.
    Non far lavorare le proprie celluline grigie è sempre cosa buona e giusta.

Lascia un commento!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...