Riflettendo

Ieri la notizia della morte di un ciclista al Giro d’Italia (il belga Wouter Weylandt) mi ha fatto riflettere su tante cose. I pensieri sono usciti così per caso, senza motivi apparenti. Alla fine però un filo logico c’era eccome. La morte sul lavoro. Il ciclista aveva la fortuna di fare un lavoro che amava e che gli dava sicuramente soddisfazione, anche se conosceva bene i rischi del mestiere. Lo dice anche Gianni Mura in un articolo su Repubblica (N.d.A.:  “La Spoon River del ciclismo” su http://www.repubblica.it) che i ciclisti sanno bene a cosa possono andare incontro. Il mio pensiero però è volato agli operai che non sanno quanto rischiano, è volato a tutti i muratori che muoiono nei cantieri…  è volato a quei ragazzi coinvolti nel rogo della ThyssenKrupp dei quali solo uno è sopravvissuto ed ha potuto raccontare che le misure di sicurezza minime non c’erano. Poi è volato alla condanna per omicidio volontario dell’AD dell’azienda tedesca, alle lacrime dei familiari delle vittime che finalmente (per quanto possa contare in rapporto alla perdita di un figlio/marito/amico) vedevano giustizia fatta. Poi è volato alla riunione di Confindustria, alle parole della Marcegaglia che giudicava come controproducente per l’economia la sentenza, agli applausi al condannato AD della ThyssenKrupp. Ecco, li si è fermato il pensiero. Si è fermato per fare spazio alla rabbia ed alla frustrazione. Frustrazione per la consapevolezza di vivere in un paese dove chi ruba è furbo e non criminale, chi sfrutta la prostituzione minorile è un figo e non un pedofilo, chi accusa i giudici è osannato e non denunciato per vilipendio alle istituzioni, chi permette condizioni di lavoro a rischio senza misure precauzionali è un benefattore e non un folle. L’economia non ha anima, dicono. Stimo che questa ne sia la riprova.

Andre

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2 thoughts on “Riflettendo

  1. Provavo lo stesso senso di schifo quando ad una conferenza di giovani imprenditori sentivo questi “datori di lavoro” nonché la stessa Ministressa della Pubblica Istruzione riolgersi costantemente ai lavoratori e agli studienti come CAPITALE UMANO e mai MAI UNA SOLA VOLTA come persone, donne, uomini.
    Sempre visti come mezzo per far soldi e mai come soggetti da tutelare. Come cose sfruttabili per il proprio tornaconto.

    Mi soo sentita profondamente disgustata.
    puah!

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