Teatro: stagione 2011-2012

Dato che siamo tutti continuamente in crisi e che l’economia non va e vengono effettuati tagli solo sulle cose importanti, crediamo sia doveroso continuare a sostenere il teatro italiano. Quindi anche quest’anno con passione andiamo a presentarvi la stagione teatrale 2011-2012 alla quale ci siamo abbonati.

  • La resistibile ascesa di Arturo Ui (di Bertold Brecht), regia di C. Longhi con U. Orsini, N. Bortolotti, S. Francia et al.

“Buffa” e mordace parabola satirica sulla corruzione del potere, La resistibile ascesa di Arturo Ui racconta la cronaca nera della Berlino degli anni Trenta invasa dalle squadracce naziste, trasferita per invenzione dell’autore in una coeva Chicago in cui l’industria magnatizia del commercio dei cavolfiori prospera all’ombra sinistra del gangster Arturo Ui, satirico “alias” di Adolf Hitler.

Fonte http://www.teatrodiroma.net

  • Ai migrantidirezione e coreografia: P. Milano, creazione ed interpretazione: E. Burani, F. De Mestri, P. Milano et al.

La tensione verso l’alto, il cadere, il saltare (quasi volare), lo scivolare, il muovere l’altro sono le molle propulsive dello spettacolo Ai Migranti. Sei danzatori e pochi oggetti di scena, il buio e musiche-rumori eccellenti danno vita a un mondo che appartiene sì alla condizione di migrante (è solo il titolo a dare questa chiave di lettura), ma anche all’essere umano in generale.

Fonte: http://www.ilcambiamento.it

  • Can can (di Cole Porter), compagnia C. Abbati

Ebbene sì, Signore e Signori. Il Maestro è tornato. Vecchiette, allacciatevi le mutande!

Divertimento ed emozioni, echi cinematografici e di Broadway per Can Can il musical che accende la voglia di ridere, cantare e ballare sulle famosissime musiche di Cole Porter, molte delle quali sono nella memoria di tutti: chi non ricorda la sua “night and day”. La grande popolarità di questo “classico” si deve anche al successo del film che ne venne tratto con un cast d’eccezione: Frank Sinatra, Maurice Chevalier e Shirley MacLaine. Dietro il film, come spesso accade,  uno spettacolo di altrettanto successo: Can Can al suo debutto  a Broadway  è rimasto in scena ininterrottamente per 5 anni.

Fonte: http://www.inscena.it

  • Il nipote di Rameau (di Denis Diderot), regia di S. Orlando con S. Orlando, G. Piperno, M.L. Rondanini

Il nipote di Rameau di Denis Diderot,capolavoro satirico della seconda metà del settecento è la parabola grottesca di un musico fallito, cortigiano convinto, amorale per vocazione avvolto in un lucido cupio dissolvi.
Nella sua imbarazzante assenza di prospettive edificanti, nella riduzione della vita a pura funzione fisiologica riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male, del genio e della mediocrità, della natura umana e delle possibilità di redimerla.
Rameau si è offerto attraverso i secoli come un nitido archetipo di libero servo, innocua foglia di fico per padroni a tolleranza variabile.

Fonte: http://www.arteven.it

  • Favola – C’era una volta una bambina e dico c’era perchè ora non c’è più, di e con F. Timi e con L. Mascino, L. Pignagnoli

Filippo Timi sta diventando velocemente un artista cult: tutti lo amano, tutto lo vanno a vedere. E arriva dal vivo a Milano sul palcoscenico del Teatro Franco Parenti, dal 21 marzo fino al 10 aprile, per raccontare una Favola, assieme a Lucia Mascino. Non si tratta però di quelle belle, in cui tutti vissero felici e contenti.

Ecco come la presentano: ‘Nessuna Favola è mai perfetta come sembra, per quanto imbalsamata tu possa resistere dietro la bugia di un sorriso, la vita, carnosa, brutale, spietata, una notte magica di Natale busserà alla tua porta e nulla sarà mai più come prima…’. Viene paura? Non abbastanza!

Fonte: http://www.teatro.org

  • Il mare (di Paolo Poli da Anna Maria Ortese), regia di P. Poli con P. Poli, M. Barbiero, F. Casagrande, A. Gamberini, G. Siniscalco

I racconti di Anna Maria Ortese composti nel lungo arco di tempo che va dagli anni trenta ai settanta, affiancando la produzione dei grandi romanzi, riflettono sorprendentemente la complessa personalità dell’autrice. Storie quasi senza storia che dipingono una realtà tragica come attraverso un sogno. Spesso sono stati paragonati al fantastico viaggio dantesco nell’aldilà. Ad una rilettura odierna sembrano piuttosto rievocare la teatrale tenerezza del Tasso o la cinematografica leggerezza dell’Ariosto. Gli avvenimenti narrati sono visti attraverso il ricordo struggente: l’infanzia infelice, ma luminosa, l’adolescenza insicura, ma traboccante, l’amore sfiorato, ma mai posseduto.

Fonte: http://www.romatoday.it

  • Diceria dell’untore (di Gesualdo Bufalino), adattamento e regia di V. Pirrotta con L. Lo Cascio, V. Pirrotta, V. Andrea, G. Argante et al.

Diceria dell’untore è una meditazione sul mistero della vita, dell’amore e della morte. Collegandosi evidentemente a tutta una tradizione romanzesca, da Mann a Camilo José Cela a Salvatore Satta a Fleur Jaeggy, che fiorisce intorno all’esperienza “magica” dei sanatori, luoghi di malattia eppure microcosmi di vita alternativa e possibile, il romanzo di Bufalino mette in gioco il binomio che si esprime nella poesia Amore e morte di Leopardi, consegnandoci una riflessione amara sulla vita e sulla morte in cui non manca uno sguardo ironico al retroterra melodrammatico italiano.

Fonte: http://www.wuz.it

  • Viaggio al termine della notte (di Louis-Ferdinand Céline) di e con E. Germano e  T. Teardo

Elio Germano,con la musica dal vivo di Teho Teardo, accompagnata al violoncello da Martina Bertoni. Avvalendosi della straordinaria sensibilità interpretativa di Elio Germano, tra gli attori italiani più apprezzati e originali del momento, Teardo ripercorre musicalmente alcuni frammenti del Viaggio al termine della notte di Céline, restituendo in una partitura inedita la disperazione grottesca di questo capolavoro di scrittura che ritrova nuove possibilità espressive nella combinazione di archi, chitarra ed elettronica. Una fusione di sonorità cameristiche che guardano ad un futuro tecnologico nel quale le immagini evocate dal testo interpretato da Germano (in parte in italiano e in parte in francese) si inseriscono nelle atmosfere cinematiche di Teardo, in un succedersi di eventi sonori e verbali dove la voce esce dalla sua dimensione tradizionale fino a divenire suono.

Fonte: http://www.newsspettacolo.com/piemonte

  • L’elisir d’amore (di Gaetano Donizetti), regia di P. Panizza

Con l’intenzione di rappresentare L’ELISIR D’AMORE come una favola, pur nel rispetto della musica e del libretto, Paolo Panizza, regista stabile dell’Arena di Verona, dove  ha collaborato con tutti i più grandi nomi della lirica internazionale, dirige un nuovo allestimento del capolavoro di Donizetti.
Dal “candore” della musica e dei personaggi – se si eccettua Dulcamara – di quest’opera, Panizza trae ispirazione per la costruzione di una scena iniziale pulita, tutta bianca, che si conforma più alle sensazioni dell’ascoltatore che alla rappresentazione consueta di un mondo agreste e contadino.

Fonte: http://www.teatrobonci.it

  • Un tram che si chiama desiderio (di Tennessee Williams), regia di A. Latella con L. Marinoni, V. Marchioni

A tutti manca un qualcosa, è come se nella loro incompiutezza ci fosse il senso del vivere. 
Vacillano, in un mondo affollato da tante note di un piano sempre suonato da dite nascoste, da tanto sudore, da tanto fumo, da tante urla, da tante stanze troppo piccole e troppo piene, da tanto alcool, da tanto sud, da tanto Mississipi e soprattutto da tante cose del vivere quotidiano: eppure nonostante la miriade di oggetti che si prendono lo spazio, sembra sempre che il nulla sia il luogo dell´anima. Quel vuoto pieno d´ombre  Wim Wenders lo racconta in modo unico nel suo film “Lo stato delle cose” dipingendo una natura morta di oggetti, che io oserei chiamare una natura morta del realismo. Ed è proprio il sovrabbondante realismo che trovo in Williams, che mi fa subito pensare ad una dimensione dove il reale è natura morta, dove il realismo, per la troppa realtà, perde la sua concretezza diventando memoria di uno stato; è come un oggetto rotto che nonostante la riparazione non sarà mai più quell’oggetto, ma solo la memoria di quella cosa. (Antonio Latella)

Fonte: http://www.romatoday.it

  • Urge, regia A. Bergonzoni e R. Rodolfi, di e con A. Bergonzoni

Alessandro Bergonzoni

  • Alice nel paese delle meraviglie, regia-coreografia-scenografia F. Nappa

Chi è Alice? È semplicemente Alice Liddell, malinconica bambina inglese che si lasciava ritrarre in fotografie misteriose e, chissà, allusive, e cullare dalle parole nonsense di Charles Dogsdon, alias Lewis Carroll, sulle rive del Tamigi, nelle estati vittoriane fatte di cantilene, giochi di parole, sciarade e invenzioni di creature fantastiche? Oppure è l’incarnazione poetica di uno stato della vita nel quale anima e corpo stanno per trasformarsi e assumere una propria identità – che ne determinerà il ruolo futuro nell’esistenza?
Fortemente legato alla parola, ma ugualmente stimolante per la potenza immaginifica, il viaggio metaforico di Alice ha sfidato teatranti e coreografi.
È il caso di Francesco Nappa,

Fonte: http://www.aterballetto.it

  • Orlando furioso – Ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante, tratto da “Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, adattamento e regia di M. Baliani con S. Accorsi

Trasferire l’Orlando Furioso in una presenza teatrale è impresa degna di cavalieri erranti, anzi narranti
Stefano Accorsi veste i panni di un simile cavaliere e si cimenta con l’opera ariostesca cavalcando il tema oneroso dell’amore e delle sue declinazioni, amore perso sfortunato vincente doloroso sofferente sacrificale gioioso e di certo anche furioso.
Per star dietro alle tante storie d’amorosi sensi e avventure ad essi corrispondenti, il cavalier narrante dovrà assumere cangianti sembianze, essere al contempo tanti volti e cuori e multiformi voci e diversificati corpi, a volte femminil sostanza, a volte magica, fantasmifera assenza, o per contrasto conturbante presenza.

Fonte: http://www.ambrajovinelli.it

  • La commedia di Orlando, liberamente tratto da “Orlando” di Virginia Woolf, regia e drammaturgia di E. Giordano con I. Ragonese, E. Blanc, C. Gusmano et al.

La commedia di Orlando racconta di una bella e nobile ragazza che riesce,  dopo mille peripezie, dubbi ed incertezze, a  farsi pubblicare il suo romanzo, a divenire una scrittrice famosa, a sposarsi un marinaio/ aviatore di cui è pazzamente innamorata e a coronare questa unione con la nascita di due gemelli. Come dire: non è detto che bisogna per forza rinunciare alla pienezza della vita, all’arte o al sentimento, alla ricchezza o all’amore.

Fonte: http://www.teatrodiana.it

  • Karamazov, liberamente tratto da “I fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij, testo e regia di C. Brie con C. Brie, M. Fabbri, D. Cavone Felicioni et al.

Con uno sguardo sempre attento alle tematiche sociali e la sensibilità propria dell’artista, Cèsar Brie si affianca a uno dei grandi capolavori della letteratura russa con una lente che ne mette in evidenza il lascito etico, morale e spirituale.
A proposito de I fratelli Karamazov Brie spiega il significato di questo nuovo allestimento: “Descrive con profondità tutti gli aspetti dell’anima umana: la passione e l’istinto (Dimitri), la ragione e il dubbio (Ivan); la bontà e la purezza (Alekséj); il risentimento e la vendetta (Smerdjakov); la cattiveria, il sentimentalismo, l’egoismo e l’edonismo (Fedor il padre); la santità (lo Starets). […] Risaltano anche, quasi sempre muti e inermi, i bambini.

Fonte: http://www.ertgiovani.com

Come potete vedere si preannuncia una stagione ricca. Noi non vediamo l’ora, siamo super eccitati dalle recensioni..! Spero che anche voi abbiate trovato affascinante l’idea di queste opere, trasposizioni, balletti. A questo punto non ci resta che augurarvi: Buon teatro!

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5 thoughts on “Teatro: stagione 2011-2012

  1. Wow! Buona stagione teatrale! Io quando stavo a Torino facevo sempre l’abbonamento a teatro, quest’anno ho passato la mano perché a febbraio c’è l’incognita della data del parto e… non vorrei saltare troppi spettacoli! Quindi andremo un paio di volte a teatro, ma senza abbonamento. Proprio oggi andiamo a prendere i biglietti per uno spettacolo (sì, spettacolo, non concerto) di Cristicchi. Fateci sapere se gli spettacoli vi piacciono!

  2. bravi, supportiamo il teatro! E, se con una punta di polemica me lo permettete, vorrei far notare che è tipico delle dittature cercare di annullare ogni forma di espressione artistica…

  3. @ Mamma Vegana: il teatro è proprio una bella cosa… condivisione allo stato puro, oserei dire. Credo che non faremo una vera e propria recensione degli spettacoli, ma forse scriveremo qualcosa… anche tu facci sapere di quelli che andrai a vedere, eh!
    @ Doantella: grazie! Anche noi siamo in trepidante attesa per questa stagione… per le “recensioni” non credo che possiamo avere la presunzione di scrivere qualcosa, probabilmente daremo un’opinione (puramente soggettiva) e spassionata… un abbraccio!
    @ Sara: vorrei rispondere al tuo commento ma ho troppa amarezza in corpo!
    @ Bedelia: 🙂 i soldi spesi per L’ARTE sono sempre soldi ben spesi!!!

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