FAVOLA. C’era una volta una bambina, e dico c’era perché ora non c’è più

Produzione teatro Franco Parenti

presenta

di e con Filippo Timi

e con Lucia Mascino Luca Pignagnoli

kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk

Dal 21 marzo al 10 aprile. Una casalinga americana degli anni ‘50 con parrucca, tacchi a spillo, gonnelloni e un cane imbalsamato. Ah, e in dolce attesa. Questo è il nuovo Filippo Timi, tra moquette rosa e tappezzerie verdi, musiche di Nat King Cole o Doris Day, proiezioni di Tom & Jerry, omaggi a Franca Valeri. La Favola dell’attore incuriosisce di sicuro e non si può dire che non lo tenga impegnato (trucco e parrucco a parte): ne è l’ideatore, il regista e l’interprete principale.

(introduzione presa da questo sito)

Non fatevi trarre in inganno dal manifesto dello spettacolo perchè, ve lo garantisco, non c’entra assolutamente niente. Favola, che recensiamo dopo un po’ di tempo (lo abbiamo visto nell’anno vecchio) è stato uno spettacolo strabiliante, seducente, brillante, nel quale ci siamo persi con molto piacere.

Non avevo memoria di Filippo Timi, anche se tutti mi continuavano a ripetere che lo conoscevo assolutamente, che “guarda lo avrai visto milioooooooni di volte”… io non riuscivo a ricordare nulla che portasse il suo nome. Vuoto totale.

Appena preso posto ed aperto il sipario appare sulla scena questa valchiria in abiti fifties che comincia  a parlare con un vocione ruvido, quasi da tabagista.

E io penso a quanto è fico. Lasciatevelo dire, è davvero bellissimo Filippo Timi vestito da donna.

Il mio cervello mi dice, però, che l’ho già “conosciuto” da qualche parte (conosciuto NON in senso biblico, ovviamente).

Niente, non mi viene.

Intanto mi godo le musiche, i colori, la splendida recitazione di tutti i bravissimi attori sul palco.

La storia -che a tratti mi rimandava a Peyton Place ed al Rocky Horror picture show (ma non per il travestimento di Timi, bensì per… non ve  lo posso dire. Ci ha fatto mantenere il segreto con una promessa, alla fine dello spettacolo)- la storia, dicevo, si è dipanata sotto i nostri sguradi rapiti per due atti pieni di comica tragedia, intelligente e grottesca.

Ragazzi, ve lo consiglio. Andate a vederlo se ne avete la possibilità: ne resterete incantati.

Dopo lo spettacolo, con un bicchiere di vino davanti, abbiamo discusso di questa pièce dolceamara. Riflettuto. Rielaborato.

Uno spettacolo inebriante, che parla agli occhi ed alla pancia con le luci soffuse degli anni cinquanta.

Ah. Mi sono poi ricordata alla fine dove avevo visto Timi. Quasi non ci credevo… il mio cervello ha avuto un sussulto quando ha sovrapposto l’immagine della casalinga americana di Favola con quella di Mussolini in Vincere. Ci ho messo un po’ a realizzare ma alla fine ce l’ho fatta… anche se l’immagine apparsa nella mia testa era un pochino inquetante.

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3 thoughts on “FAVOLA. C’era una volta una bambina, e dico c’era perché ora non c’è più

  1. Non posso che essere d’accordo con Elly su tutta la linea.
    Uno spettacolo meraviglioso, vale ogni secondo del vostro prezioso tempo.

    E, ribadire non fa mai male, Filippo Timi è veramente un lodevole pezzo di manzo! (finess)

  2. dalle tue parole credo che sia davvero bello, ma, accidenti… mi piacerebbe proprio poterlo vedere e apprezzare, scommetto che mi piacerebbe! chissà se un giorno lo porteranno anche dalle mie parti o se avrò la fortuna di capitare dalle parti in cui capita lui (ci siamo capiti, nevvero!? )
    🙂

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