SIC (SCRITTURA INDUSTRIALE COLLETTIVA): “UN METODO PER CREARE IL GRANDE ROMANZO E FARLA FINITA CON IL GRANDE SCRITTORE”

Prendo in prestito questo bel titolo da Bibliocartina per introdurre una bella intervista a Gregorio Magini e Vanni Santoni, fondatori del metodo SIC, che mi hanno coinvolta in un bellissimo progetto editoriale. Leggete l’intervista e ditemi cosa pensate del metodo, dell’idea, del romanzo… insomma dopo tanto scrivere, dopo anni (è dal 2009 che ci stiamo in mezzo) di lavoro, il 25 Aprile di quest’anno il Grande Romanzo Collettivo vedrà la luce per Minimum Fax ed io sono orgogliosa di farne parte. Intanto,ecco uno stralcio dell’intervista pubblicata da Bibliocartina:

D: La vostra ultima opera, In territorio nemico, rappresenta un salto di qualità delle vostre ambizioni e della messa all’opera del vostro metodo. Quando uscirà, con quale casa editrice e qual è stato l’itinerario che porterà alla sua pubblicazione, in breve?

R: In territorio nemico è un romanzo storico ambientato nell’Italia occupata dai tedeschi; uscirà il 25 aprile per minimum fax e, sì, costituisce il culmine del lavoro di questi anni, dato che l’obiettivo ultimo del progetto, fin dalla prima dichiarazione d’intenti scritta nel 2007, era quello di scrivere un romanzo a moltissime mani “che fosse innanzi tutto un buon romanzo”. Inizialmente le mani avrebbero dovuto essere 100 (50 autori), poi, grazie alla visibilità ottenuta dal progetto sulla stampa nazionale, siamo riusciti a raggiungere i centoquindici scrittori e, dunque, le famose 230 mani, cosa che ne fa anche il libro con più autori al mondo. 
I lavori sono cominciati nel febbraio 2009 (la scrittura è iniziata ufficialmente il 25 aprile 2009) e si sono conclusi nel luglio 2012.
I partecipanti al progetto sono 115, il che ci permette di affermare con discreta certezza che In territorio nemico è il romanzo col maggior numero di autori mai pubblicato. Per ruoli, si dividono così: 2 direttori di produzione e compositori, 8 compositori, 71 scrittori, 26 revisori, 14 traduttori (per i dialoghi in dialetto), 42 “aneddotisti” (cioè partecipanti che hanno inviato aneddoti per la costruzione del soggetto). La somma non è 115 perché molti hanno avuto più ruoli. Non hanno certo lavorato tutti a tempo pieno, perché i lavori sono stati dilazionati al ritmo di un calendario in cui ognuno poteva scegliere piuttosto liberamente la quantità e l’intensità del lavoro che intendeva svolgere, ma siccome sono state prodotte quasi mille schede individuali (i “mattoncini” di un’opera SIC), possiamo affermare non c’è stato giorno, negli anni di lavorazione, in cui qualcuno, da qualche parte, non abbia messo mano a In territorio nemico.

D: Quali aspetti salienti e più significativi potete raccontarci riguardo la fase di lavorazione dell’opera?

R: A livello tecnico, sono stati necessari alcuni accorgimenti: i cinque racconti scritti fino a quel momento con il metodo SIC avevano infatti avuto una media di 7-8 autori. Dopo aver valutato e scartato molte ipotesi, come il ricorso a sottogruppi che lavorassero con un wiki, abbiamo deciso di organizzare il lavoro attraverso un sistema di prenotazioni: ogni scheda del Grande Romanzo SIC ha avuto da 4 a 10 posti disponibili a seconda dell’importanza, con gli scrittori invitati a prenotare, in ogni fase, un numero minimo e un numero massimo di schede, in modo da avere una distribuzione ottimale del carico di lavoro. Abbiamo quindi preparato un calendario delle consegne per scaglionare il lavoro di composizione. Ogni settimana rendevamo aperte alla prenotazione alcune schede; nel frattempo ricevevamo dagli scrittori le individuali scritte la settimana precedente e le passavamo ai Compositori. Una volta composte, le schede definitive venivano inviate in mail a tutti gli scrittori e pubblicate sul sito, in un archivio sempre accessibile agli autori.
L’organizzazione del lavoro è stata rigorosa ma lineare: abbiamo scelto di usare come strumento principe la e-mail, il più “primordiale” degli strumenti web, sia per una questione di accessibilità al progetto che per semplicità di archiviazione e gestione dei materiali. Con questa catena di prenotazione, scrittura e composizione, in media ogni settimana sono state prodotte 4 schede definitive.
Considerando anche le schede aggiuntive che è stato necessario far scrivere e comporre a integrazione dell’editing, siamo a circa 4000 pagine complessive di testo per 924 schede individuali (oltre a 200 pagine di aneddoti e documenti originali), 6 versioni del soggetto, 24 schede personaggio definitive, 35 schede luogo definitive, 18 schede trattamento definitive, 95 schede stesura definitive, 9 schedoni revisione e 6 ritiri di revisione.

Vale anche spendere qualche parola sul soggetto: era infatti nostro desiderio che il “Grande Romanzo”, a differenza dei racconti scritti fino a quel momento col metodo SIC, non si basasse su un’idea di storia decisa da noi o da uno dei coordinatori, ma su un soggetto originale stabilito collettivamente dai partecipanti.
Abbiamo dunque chiesto agli scrittori di inviarci storie e aneddoti di fatti accaduti a loro parenti o conoscenti durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia. Potevano inviare quello che desideravano, l’importante era che si trattasse di storie tramandate per via orale. L’iniziativa ha avuto successo e abbiamo ricevuto dagli iscritti oltre 200 pagine di materiali di ogni genere, con un’ampia distribuzione geografica. Ovviamente partigiani, tedeschi, fascisti e alleati facevano la parte del leone ma c’era di tutto: storie di bombardamenti, di salvataggi rocamboleschi, di viaggi disperati, di incontri fortuiti, di lavoro nelle fabbriche di armamenti, e poi francesi, gallesi, marocchini, indiani, anarchici, monarchici, preti, massoni, anziani, bambini, disabili, ragazze in fiore, energumeni… Sulla base di questi aneddoti abbiamo elaborato il soggetto: si tratta di un romanzo storico che racconta le tre storie parallele di un ufficiale di marina sbandato dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, che sceglierà di unirsi alla Resistenza, di sua sorella, rimasta sola e in gravi difficoltà in una Milano bombardata, e del marito di lei, che trascorre tutta la guerra imboscato in un solaio in campagna, dove perde progressivamente la ragione.

Aspetto commenti, eh!

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5 thoughts on “SIC (SCRITTURA INDUSTRIALE COLLETTIVA): “UN METODO PER CREARE IL GRANDE ROMANZO E FARLA FINITA CON IL GRANDE SCRITTORE”

  1. Condiviso su facebook, l’idea è sicuramente interessante!
    Difficile immaginare se gestire questo metodo sia più semplice di quanto sembri o se sia un modo (interessante) di complicarsi la vita…
    Curiosa di scoprire il risultato! 😉

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