Alla ricerca dei Padri perduti

Oggi ho letto un articolo che mi ha fatto molto arrabbiare.

E’ stato pubblicato dal giornale Huffington post (Italia) e tratta  della figura paterna.

Copio-incollo qualche estratto per darvi un’idea, se volete leggre tutto l’articolo cliccate qui!

Mammi per necessità, mammi per convinzione o indole, mammi perché è più facile fare la mamma che il papà, ma soprattutto mammi per moda! Ormai sono tanti, sono trasversali e sono senza pudore: si vantano di aver cambiato pannolini, di aver assistito al parto, portano i figli a scuola, al parco, li accompagnano in piscina e a fare sport, giocano con loro, li cullano, li addormentano, controllano i compiti o li aiutano a farli. Sono onnipresenti, premurosi, attenti, compiaciuti dei loro figli proprio come le mamme. Ma nell’esibizione del loro amore per la loro prole c’è qualcosa di forzato, dettato dalla moda, da una tendenza contagiosa…

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Ecco, se vi siete dati il tempo di leggere queste poche righe avrete certamente un’opinione in merito: Carla Falconi, l’autrice di questo articolo, descrive in modo dispregiativo e superficiale la figura del padre moderno – perché di questo si tratta, di padri- che, secondo lei esautorano la figura materna ricalcandola grottescamente.

Oltre a non condividere assolutamente la sua idea e visione, mi sono stupita di come una donna, nel XXI secolo, riesca ad avere un’idea così limitata e stereotipata della famiglia. Come se ci fosse quelcosa di male nel cambiare i pannolini (e vantarsene, poi!) L’essere premurosi e presenti non credo possa essere visto o interpretato come qualcosa di negativo in nessuna circostanza.

Ma lei, non paga, continua:

Eppure era così bello quando gli uomini non ne sapevano quasi niente di contrazioni, monitoraggi, tecniche di respirazione, e restavano fuori, ad aspettare nel corridoio, ansiosi, nervosi e preoccupati. E poi magari ti portavano un mazzo di fiori.

La nostra società è ormai una società senza padri…

Ecco, tutto qui. La Falconi riduce tutto ad una questione di ruoli, statici e primordiali. Come se la virilità si dimostrasse attraverso il distacco e l’ignoranza per tutto ciò che riguarda la natura della vita… scusate tanto ma io accanto a me voglio un uomo, non un maschio.

Non sono d’accordo con quanto ha scritto: prima di tutto perché credo che avere un figlio sia una decisione ed una responsabilità di coppia, prima durante e dopo. Secondo perché trovo sia una ricchezza condividere la cura di un figlio, anche semplicemente cambiando un pannolino o aiutarlo per i compiti.

Se c’é qualche donna che condivide e supporta il pensiero della Falconi mi dispiaccio molto per lei. Questa visione retrograda  e superficiale rivela solo una grande inadeguatezza verso la vita, dal mio punto di vista.La staticità dei ruoli fine a se stessa non deve esistere, attraverso questo schema di pensiero non si potrà mai evolvere e, conseguentemente, migliorare.

Sostenere che i “mammi” non sono padri perché partecipano attivamente alla crescita dei figli é comecontinuare a  pulirsi il sedere con il giornale piuttosto che con la carta igienica perché é troppo morbida.

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