Caulfield alle celebrazioni della Prima Guerra Mondiale – Caulfield at WWI celebrations

[english version down below]

Oggi si celebra l’armistizio della prima Guerra mondiale, qui. Da noi come festa l’hanno tolta per lasciare più spazio a qualche celebrazione cattolica. Scelta interessante, non trovate?

Si celebra l’ Armistizio, non la Pace. Chiarisco.

Tecnicamente la 1 Guerra Mondiale non è mai finita, anche se non ha impedito alla Seconda di scoppiare.

Sono andata al parco, stamattina, a portare a spasso il cane ed a leggere; quasi come ogni giorno. Solo che mi ero dimenticata che davanti c’è una placca commemorativa per i caduti alla WWi, quindi ho trovato, assiepati tutt’intorno, militari di ogni sorta, gente venuta apposta, la banda militare.

Sono entrata nel parco e sono andata a sedermi nell’anfiteatro, che è tutto incorniciato da una alta siepe e nel quale ho potuto mollare il cane senza pericolo che andasse in giro a rompere le scatole. Ogni tanto passavano gruppetti delle armate di terra, tutti ben allineati e puliti, che si davano il ritmo nella marcia a suon di “ho!”.

Sono sempre stata affascinata dalle uniformi dei militari, specialmente dai guanti bianchissimi. Quei guanti lì imbracciano le mitragliette anche adesso, durante le celebrazioni per l’armistizio, strette al petto, la punta verso l’alto. Personalmente ho una paura fottuta delle armi da fuoco, mi fa paura anche quando qualcuno mette le dita a L e fa bang! con la bocca. Io chiudo sempre gli occhi, proprio non lo sopporto.

Le uniformi invece mi affascinano per un altro motivo: sono così perfette, immacolate e con i bottoni lucidi, le scarpe brillanti ed il cappello calato alla giusta angolazione. Mi viene sempre da chiedermi quanto durerebbero in guerra quelle belle divise. Quanto tempo ci mettono a riempirsi della tua stessa merda, dopo che ti hanno sparato.

Secondo me lo stesso tempo dei vestiti normali.

Mi piace osservare il rigore. E’ così inutile. Non ci vuole niente per mandarlo in frantumi, basta una macchia, uno starnuto. E’ talmente ridicolo da fare paura per la sua feroce ottusità.

La fanfara ha cominciato a suonare una marcetta. Io seduta sul mio pilastrino di cemento, penso che Salinger non sarebbe stato contento di essere letto lì, con tutti quei militari intorno. A Caulfield invece non gliene sarebbe fregato, quindi ho contianuato nel mio proposito e sono rimasta lì per tre o quattro capitoli, mentre alle mie spalle i tamburi continuavano a rullare sottolineando le note delle canzoni militari.

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Today is celebrating  World War I armistice, here. In Italy this celebration was taken to leave more room for some Catholic stuff. Interesting choice, isn’t it?

It’s the ‘Armistice, not Peace, let me clarify.

Technically the first World War never ended, although has not prevented to the second to explode.

I went to the park this morning, to walk the dog and reading, as almost every day. I just forgotten that at the very side of the parc there is a commemorative plaque for WWI’s fallen soldiers, so I found crowding all around, all kinds of military, people came to wach the army and the army’s band.

I walk into the park slaloming. Each time some soldiers passed in small groups, all so aligned and clean, marching together to the sound of “oh!”.

I’ve always been fascinated by uniforms, especially white gloves. Those gloves there toting machine guns even now, during armistice celebrations, close to chest, the very tip upwards. Personally I’m fucking afraid of firearms, it scares me even when someone puts his fingers in L form and bang! with mouth. I always close my eyes, just cannot stand.

Uniforms instead fascinate me for another reason: they are so perfect, immaculate and with shiny buttons, clean shoes and hat placed down to the correct angle. I always ask to myself how long would last those beautiful uniforms in a real war. How long it takes to fill it up with your own shit, after you’re shot.

In my opinion it takes the same time than regular clothes.

I love to watch perfection. It’s so useless. It doesn’t take much to ruin itself, just a smudge or a sneeze. It ‘so ridiculous for his ferocious stupidity.

The military band began to play a march. I sat on a pillar and I start to think that Salinger would not be pleased to be read there, with all those soldiers around. Caulfield would not care at all, instead, so I keep reading for three or four chapters more, while behind me the drums continued to underline the moment with military songs.

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2 thoughts on “Caulfield alle celebrazioni della Prima Guerra Mondiale – Caulfield at WWI celebrations

  1. Insomma, in bilico tra la curiosità ed il “chissenefrega”, tu e il tuo libro siete stati la macchiolina sull’ottuso rigore della celebrazione! 😀

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