Stalin on ice

Qui come in tutto il resto d’Europa, temo, si sta ancora pensando all’anniversario della gloriosa Rivoluzione d’Ottobre dove gli altrettanto gloriosi bolscevichi (большевики) hanno stabilito quella che per gli anni a venire é stata celebrata come un modello di democrazia comunista. Almeno da dove vengo io.
Ed ecco tutto un fiorire di tours del “Coro dell’armata Russa”, del “circo di Mosca” del “circo sul ghiaccio di Mosca” riviste contenenti speciali su quanto é stato difficile uccidere Rasputin (molto, vi prevengo), chi era il capo dei russi bianchi e quello dei russi rossi. Cosa faceva il piccolo Lenin mentre il fratello veniva giustiziato (compito in classe di geometria) e quanto se l’é legata al dito.
Articoli sulla prima Duma.
Sulla seconda traballante Duma.
Sulla tassa da pagare per la barba.
Chi faceva sesso con chi.
Come sono stati uccisi i Romanoff (lo scrivo alla francese) – dettagli imprescindibili per farsi un’esauriente e corretta idea sui vincitori che poi hanno mandato tutti gli schiavi liberati a scavare gloriosi (quanto inutili) fossi, solo per tenerli imegnati. L’esubero del personale non é un concetto moderno, come vedete.

1200px-Russian_Imperial_Family_1913

Ветер принес издалёка

Песни весенней намек,

Где-то светло и глубоко

Неба открылся клочок.

В этой бездонной лазури,

В сумерках близкой весны

Плакaли зимние бури,

Реяли звездные сны.

Робко, темно и глубоко

Плакали сруны мои.

Ветер принес издалёка

Звучные песни твои.

Renato Poggioli traduce Alexandre Blok

Il vento portò da lontano

L’accenno d’un canto primaverile,

Chissà dove, lucido e profondo,

Si aprì un pezzetto di cielo.

In questo azzurro smisurato,

Fra i barlumi della vicina primavera

Piangevano burrasche invernali,

Si libravano sogni stellati.

Timide, cupe e profonde

Piangevano le mie corde.

Il vento portò da lontano

Le tue squillanti canzoni.

Annunci

One thought on “Stalin on ice

  1. La storia nota la scrivono i vincitori, quindi è difficile stabilire la verità. Ho pensato tante volte che del passato sappiamo molto meno di quel che crediamo di sapere. Ma in fondo che importa? L’essere umano si ripete da secoli, sempre uguale a se stesso, incapace di elevarsi anche solo di un gradino. Eppure si continua a sperare….

    Buon Natale.

Lascia un commento!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...