Wanna be… medico in 26 episodi!

E’ proprio vero che non si finisce mai di imparare. La verace rivelazione di De Filippo, però, non si sarebbe mai aspettata una notizia del genere: è giunta dagli USA la singolare idea delle scuole della Louisiana che hanno richiesto al loro Governatore di creare una legge che permetta di sostituire le ore di scienze (nelle quali si studia l’evoluzione dell’uomo) con lezioni alternative riguardanti il creazionismo.

Per creazionismo, se le vostre reminescenze di Dottrina sono arrugginite, si intende quella branca religiosa per cui, l’uomo, è giunto sulla terra così com’è oggi e non ha subito nessuna evoluzione nel corso dei secoli. Ora ci spieghiamo meglio Adriano Celentano.

Dare ancora ragione a queste idee è come se, praticamente, supportassimo le  ragioni  che hanno portato Galileo ad abiurare le sue scoperte nel campo dell’Astronomia, che hanno bruciato un sacco di gente sui roghi e che hanno tentato, per secoli, di rallentare le scoperte scientifiche che oggi ci salvano la vita. Se guardassimo solo le conseguenze delle nostre azioni allora concordo con i creazionisti, NO, non ci siamo evoluti per niente, se dopo migliaia di anni siamo ancora qui a discutere di queste baggianate.

Negli USA la nuova strategia creazionista si fa pericolosa
In Louisiana la nuova strategia creazionista sta portando i suoi frutti: la Camera e il Senato dello stato hanno approvato la proposta di concedere agli insegnanti la possibilità di utilizzare materiale didattico alternativo, allo scopo di poter presentare critiche anche di carattere religioso alla teoria dell’evoluzione. Ora si attende solo la firma del governatore […]
Nel sito web della “Louisiana Coalition for science” si possono trovare tutte le informazioni su quanto sta avvenendo nella Camera e nel Senato di quello stato USA, dove con percentuali vicine al 100% si approvano leggi che aprono la strada all’utilizzazione a scuola di materiale informativo non adeguato per presentare le ipotesi alternative (o meglio le critiche) rispetto alle scoperte della  scienza occidentale; come si può immaginare questo riguarda in particolare il problema dell’evoluzione biologica.Certo in Louisiana queste iniziative si realizzano più facilmente, dato che il governatore, uno dei possibili vice del candidato repubblicano McCain, è un accanito sostenitore di queste battaglie contro la scienza, come racconta il New York Times. La legge è stata approvata il giorno 12 giugno alla Camera e, a causa di lievi modifiche, è ritornata al Senato, dove comunque ha avuto l’approvazione del … 100% dei votanti (36-0). Ora la legge è sul tavolo del governatore che, pur avendo avuto una formazione anche in genetica, probabilmente la firmerà, nonostante l’appello del suo vecchio professore di genetica.

Interessante, non c’è che dire.
Grazie a queste notizie meravigliose ho deciso che anche io, finalmente, realizzerò il mio atavico sogno: diventerò un Medico!
Grazie a questo nuovo sistema di apprendimento, alternativo alla vecchia ed ammuffita idea di Università, diventerò Dottore in medicina e, se mi gira, prendo anche la specializzazione in chirurgia, tanto basta raccogliere i fascicoletti e completare l’omino di plastica.
Elly
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Anoressia e bulimia Barbie se le porta via

Come già segnalato in precedenza da una paio di post, la Barbie e tutto ciò che rappresenta è sempre sulla cresta dell’onda. Ora più che mai a causa dei problemi mondiali di alimentazione.

wonder barbieCHIEDETELE come vanno le cose con Ken magari, ma non azzardatevi a fare il nome di Christian Louboutin in casa Barbie. La signora delle bambole, a cinquant’anni suonati, potrebbe perdere il bel sorriso e l’aplomb impeccabile e rifilarvi una stilettata sugli stinchi. Se la celebre creatura della Mattel potesse parlare e muoversi sarebbe questa forse la reazione alla polemica che l’ha vista protagonista in questi giorni. Da una parte lei, la bambola per eccellenza, dall’altra lui, il maestro francese della calzatura entrato nell’olimpo delle shoesaholic grazie alle sue scarpe dalle suole rosse fiammanti, che in occasione del mezzo secolo della bambola è stato chiamato, insieme ad altri 49 stilisti, a creare un look celebrativo. Ebbene per il designer parigino Barbie sarebbe inadatta a indossare calzature Louboutin. La ragione? Caviglie troppo grosse.

Così la Mattel corre ai ripari in fretta e furia. E ridisegna le caviglie fino all’eccesso. Negli Stati Uniti la questione ha sollevato un polverone. Ma come? Non bastavano le polemiche sul mondo della moda, accusato di fomentare un modello di donna eccessivamente skinny, magra, attraverso la scelta di indossatrici quasi anoressiche e con abiti taglia 40 (o anche meno)? Ora ci si mette anche lo stilista francese e, come se non fosse già abbastanza magra, a Barbie è toccato rivedere la forma.

Dalla Francia però invitano a smorzare i toni e i portavoce di Louboutin ci tengono a precisare che le accuse di Christian non erano rivolte alla caviglia ma al collo del piede, troppo “grosso”. I tre modelli di scarpette rosa, décolleté contraddistinte dalla famosa suola rossa, sono comunque già pronte e Barbie le indosserà, sfoggiando la sua caviglia ritoccata, a partire dal prossimo maggio nella versione completamente vestita da Louboutin inscatolata in preziosi cofanetti in edizione limitata.

Alle donne americane la storia però non è affatto piaciuta e se da una parte si elogiano le caviglie alla Hillary Clinton, poco slanciate forse ma forti abbastanza da sostenere il successo del segretario di Stato, dall’altra il Daily News riflette sulle percentuali che differenziano le donne d’oltralpe da quelle statunitensi: un 9% di sovrappeso contro un pesante 60%.

Ad aggravare la questione ci aveva pensato qualche giorno fa anche Karl Lagerfeld, altro guru delle fashion victim e per giunta sempre portavoce della moda francese – sua infatti la firma sulle collezioni Chanel. Secondo lo stilista, “nessuno vuole vedere donne con le curve. Solo le mamme grasse che mangiano patatine davanti alla televisione dicono che le modelle magre sono brutte”. La dichiarazione era arrivata come commento alla scelta della rivista femminile tedesca Brigitte di rinunciare alle modelle professioniste a favore di donne comuni.

E che il problema della fisicità delle modelle, utilizzate dai grandi stilisti per promuovere su passerelle e riviste le loro creazioni, fosse andato veramente oltre lo conferma anche lo scandalo che ha visto protagonista Ralph Lauren. Finito sul banco di accusa del popolare blog Boing Boing per avere ritoccato digitalmente l’immagine della modella Filippa Hamilton (licenziata solo una settimana dopo perché ritenuta troppo grassa) riducendole punto vita, gambe e fianchi tanto da farla apparire quasi disumana, prima era arrivata la diffida alla pubblicazione della foto, e subito dopo, l’ammissione da parte della casa di moda americana: “Per 42 anni abbiamo costruito un marchio basato sulla qualità e sull’integrità ma dopo alcune indagini abbiamo scoperto di essere responsabili per la diffusione di una foto ritoccata che propone un modello distorto del corpo femminile”.

Ma proprio come insegnano le avventure di Barbie, nel suo meraviglioso mondo tutto rosa c’è sempre un lieto fine. E stavolta c’è anche in questa polemica. L’happy end porta il nome di sette modelle: sono Crystal Renn (la modella oversize più pagata d’America), Kate Dillon (la 35enne tutta curve), Ashley Graham, Amy Lemons, Anasa Sims, Jenny Runk e Lizzie Miller, la 20enne americana salita all’onore della cronaca per avere posato nuda e con una visibile pancetta in mostra. Sono loro le protagoniste del numero di novembre di Glamour America e posano nude, formose e felici, nel paginone centrale. Sotto il titolo: “Oh, wow. Questi corpi sono belli”.

di BENEDETTA PERILLI

Mah… non so più se aggiungere altro…

Elly

Angels in America parte II, Perestroika

angels in America IIdi: Tony Kushner

regia di: Ferdinando Bruni, Elio De Capitani

con: Elio De Capitani, Elena Russo Arman, Ida Martinelli, Cristina Crippa, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petranca, Sara Borsarelli

scene di: Carlo Sala

Seconda e ultima parte di una bellissima opera contemporanea vista in anteprima nazionale (niente di meno!).

Come ed ancor più che nella prima parte, in Perestroika si moltiplica il gioco di specchi tra realtà, immaginazione e rappresentazione, in un continuo sovrapporsi e sdoppiarsi di scene e personaggi.

Tre ore di teatro vivo e pulsante, mai banale ed attualissimo – nonostante la vicenda appartenga al secolo scorso (sic!), i ruggenti anni ’80 – con un intreccio di vicende da far spavento a Beautiful. Gli attori e le scenografie, passando per i costumi e la fotografia lasciano senza fiato… se sapessimo scrivere un opera così meravigliosamente onirica e reale saremmo già su un aereo per Hollywood.

In parole povere: un capolavoro, una piéce che diventerà una pietra miliare di questo nuovo secolo.