Quali sono i cd da portarsi dietro ASSOLUTAMENTE durante un trasloco?!

Dato che sto inscatolando pressoché ogni cosa mi possa servire da qui ad un anno (non potete immaginare il numero di libri e di scarpe!) Stavo scegliendo anche i cd da portarmi.

Mi è venuto in mente che sarebbe carino scoprire quali  compact vi portereste dietro durante una lunga permanenza lontano da casa.

Se vi va di partecipare e condividere la vostra “golden list”  lasciate un commento, per fare questo cliccate sul titolo del post. Anche il mio elenco di cd lo troverete tra i commenti.

Sono curiosissima..!

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Maleficent: recensione

Ieri sera, martedì, sono andata al cinema con alcuni amici per vedermi Maleficent il tanto pubblicizzato prequel su Malefica che, idealmente, si colloca nella linea temporale subito prima del cartone animato della Disney La bella addormantata nel bosco. Dato che avevo letto un po’ di cose al riguardo e che, tutto sommato, a me Angelina Jolie piace, ho deciso di affrontare la spesa di 6 € (il martedì è rosa e le “femmine” pagano meno) per vedermi ‘sto gran pezzo di pellicola in una bella sala fresca. Prima di iniziare la mia personale recensione, ci tengo a precisare che il film d’animazione Disney che narrava le vicende di Aurora, con le musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, è stato uno il film che ho amato di più tra quelli prodotti dal vecchio Walt: i disegni quasi miniati, le musiche, l’atmosfera, Malefica (!) la fata cattiva per eccellenza. E’ stato con grande aspettativa, quindi, che ho deciso di investire i miei soldini in una visione al cinema.

Tralascerò totalmente la reinterpretazione dell’aspetto musicale e, in particolare Once upon a dream cantata da Lana del Rey alla fine, che mi è sembrata un susseguirsi di lamenti di cetacei spiaggiati. Mi concentrerò sulla sceneggiatura e sugli attori.

Ora, dato che in 90 minuti di spettacolo solo alcune delle scene sono state vagamente interessanti*, tutto il resto della pellicola si dipanava tra un andirivieni melodrammatico e superficiale, con sentimentalismi saturi di un buonismo moderno; il film non arriva mai a colpire lo spettatore in modo significativo: 90 minuti di noia flaccida e pruriginosa,

*vale a dire quelle con un vago retrogusto horror, o quantomeno dark, come sarebbe giusto aspettarsi da un film che dichiara di narrare le vicende de “…La fata più potente di tutta la brughiera”.

Per girare Maleficent probabilmente, il regista e gli scenenggiatori hanno tentato di mescolare tre o quattro generi (fantasy, avventura, romantico e horror) senza mai prediligerne particolarmente uno e portando così, alla fine, alla nascita di un prodotto bolso.

Nulla da dire sugli effetti speciali, i costumi, il trucco. Tutto l’ambito riguardante l’arte visuale è ottimo.

MaleficentAvrei qualcosa da ridire sulla caratterizzazione dei personaggi, in realtà. Se Malefica, interpretata dalla Jolie, è perfetta e credibile (la scena del battesimo è pressochè identica a quella del film del 1959), la scelta di interpretare Aurora come una mentecatta che ride con gli angeli, intrapresa dalla Fanning, lo è un po’ meno. La principessa di cui seguiamo costantemente l’evoluzione per tutto il film corre avanti e indietro continuamente, toccando ogni cosa le si pari davanti, interrogandosi sul modo come farebbe un bambino speciale.

Le tre fate “buone” non coservano niente della sobria e buffa interpretazione di Disney: qui sono tre milfone con problemi relazionali, con un atteggiamento da galline senza testa che accompagnano lo spettatore in una (già) claudicante sceneggiatura, fino all’improbabile bacio finale senza preoccuparsi di dare un seppur minimo apporto al film.

Re Stefano, dal canto suo è l’unico, a conservare una coerenza ed una personalità che non si ritrova in nessun altro. Antagonista ben bilanciato, riesce a dare un po’ di spessore e a traghettare (per quanto gli concedano le scene) la storia verso un compimento.

Quindi, in sostanza:  Maleficent dal mio punto di vista, è totalmente bocciato. Se fosse stato interpretato da una qualsiasi altra donna all’infuori della Jolie non sarebbe rimasto in cartellone per più di una settimana.

…E tu che ne pensi? Lascia un commento e fammelo sapere!

Radio in auto: salvezza e compagnia per l’automobilista solitario (ma anche no)- parte 2

Questo articolo è il seguito di questo

Il Virgin Rock Cafè è iniziato da qualche settimana e le mie mattine non sono mai state così amare. Con un persistente sottofondo di piattini e tazzine sbattute, i due nuovi radio presentatori ( o dj se siete più mainstream di me!) si dibattono per due ore tra (ottima!) musica e chiacchiere da bar. E sulle chiacchiere da bar avrei molto da ridire.

Omar e Vittoria

Omar e Vittoria

Non tanto per Omar Fantini che, dopo la parentesi a Colorado café (sempre café… una strana coincidenza) e le diverse ospitate e tour, durante le quali sviscerava tutta la dietrologia degli anni ’80 non poteva fare altro… eclettico e preparato, dove lo metti, sta.

Più che altro, come forse molti di voi hanno intuito, è lei a crearmi un forte disagio. Sappiate però che, a mia discolpa, dalla prima volta che l’ho sentita ad oggi è trascorso più o meno un mese e mezzo, le ho dato il tempo di farmi cambiare idea. Di sorprendermi. Cosa che lei ha ampiamente NON fatto.

Vittoria Hyde come dj, radio presentatrice, speaker è veramente qualcosa di inutile.

inutile

[i-nù-ti-le] agg.
  • 1 Che non serve perché superfluo, inefficace o inutilizzabile: spese i.;rimproveri i.macchinario superato e i.
  • 2 Di persona, che non dà alcun contributo alla società, non è d’aiuto a nessuno: essere, sentirsi i.
  •  avv. inutilmente, invano

Con la sua scarsa conoscenza delle cose del mondo, la sua manchevolezza dal punto di vista satirico ed umoristico è semplicemente lì con la sua vocetta roca a pronunciare correttamente i titoli delle canzoni straniere (anglofone), compito che potrebbe tranquillamente assolvere la funzione audio di Google translate.

Quindi perché è lì?! Per alzare la percentuale di donne in Virgin Radio? Per avere una alternanza maschio/femmina come nell’altra trasmissione Virgin Generation? Che anche lì… vabbè.

E’ troppo, secondo voi, chiedere che a condurre i programmi sia gente preparata, attenta e flessibile, gente che SA fare il suo mestiere? E pensare che ne esistono di speaker (donne!) con grandi capacità comunicative e di intrattenimento.

In questa trasmissione mattutina Vittoria Hyde a parte sottolineare gli interventi di Fantini con degli “Eh/ Già/ è vero!” non sa fare altro (se non, come già detto in precedenza, rubare il mestiere al povero microfonino di Google translate). Mi dispiace che sia finita così, tra noi, Virgin Radio. Mi dispiace davvero. Io mi fidavo di te.

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E voi che ne pensate del Virgin Rock cafè? Partecipa al nostro sondaggio!