Belle novità editoriali – Lelly traduttrice

A Giugno di quest’anno é uscito un libro del quale ho curato la traduzione italiana.

Devo ammettere che non avevo condiviso la novella per pudicizia (leggasi troppo lavoro e altre sciocchezze collaterali) ma ora posso arricchire il word wide web con questa sensazionale novità che sicuramente correrete a comprare subito, soprattutto perché contiene informazioni SCON-VOL-GEN-TI sull’editoria per l’infanzia, ad esempio?

Lo sapevate che in Italia i libri per bambini che parlano “gente di colore” non vengono pubblicati o pesantemente censurati?

Lo sapevate che in Brasile fino agli anni ’50 era in atto una politica di “sbiancamento” per la quale i neri erano caldamente invitati a sposarsi con immigrati italiani o portoghesi per avere progenie di colore più chiaro?

Lo sapevate che ho dovuto scrivere non meno di cinquecento volte “persona di colore” perché in italiano “nero, negro, black” non sono accettabili?

Lo sapete chegli eufemismi sono più razzisti delle parole corrette?

Colori della pelle e differenze di genere negli albi illustrati. Ricerche e prospettive pedagogiche

Detto ciò non avete più scuse, le papille intellettuali sono sollecitate e frizzano come una limonata appena stappata ed io concludo invitandovi a riflettere su una dimensione (quella dell’editoria per l’infanzia) che, nonostante per molti venga snobbata come appartenente alla serie B, racchiude tutto quello di cui -ancora oggi- abbiamo bisogno di sapere.

 

(Potete trovare un approfondimento nella sezione “Bibliografia” del blog, buona lettura!)

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Facebook e altre novelle

Ciao a tutte e tutti,

questo piccolo post solo per prevenirvi che per il momento non faccio più parte della comunità FB. Non so dirvi se riaprirò la pagina o meno, posso solo constatare che per il momento non ho voglia di partecipare al grande sharing collettivo.

Grazie perché continuate a passare di qua.

Vi auguro di passare una bella estate, ovunque voi siate.

La risposta definitiva

Ho scoperto che la Francia ha molti lati positivi, soprattutto per quanto riguarda le espressioni ed i modi di dire e qui, in questo mini post, voglio condividere il mio preferito.

E’ un’espressione usata per definire l’inutilità di un’azione. Quante volte vi è capitato di parlare con qualcuno che fosse così ottuso da non capire? Quante altre avete vi siete accorti che quello che stavate facendo non portava assolutamente a nulla? Ebbene! Ora potrete concludere queste incresciose vicende con la frase del secolo:

(parler avec toi) c’est comme pisser dans un violon.

che in italiano diventa: (parlare con te) è come pisciare in un violino.

Non c’è di che.