È in questo modo che si abusa della debolezza umana e che un uomo intelligente si adegua ai vizi del suo secolo.

Sto riflettendo seriamente su tutte le informazioni che ricevo e che trovo sui mezzi di comunicazione, a mia volta. Informazioni filtrate, manipolate, ribaltate, aggiustate, censurate. I fatti vengono acconciati fino ad assomigliare a vecchie battone col mascara colato. E’ sempre più difficile riconoscere la verità, se mai ce ne é stata una.

Notizie confuse e ipocrisia. Confusione e fraintndimenti. Tutti si ergono a paladini dalla giusta causa senza vedere che non ne esiste una uguale per tutti.

Per fortuna mi trovo in ottima compagnia in quanto a riflessioni di questo genere. Molière, aveva già detto la sua, con almeno trecento anni d’anticipo.

Il n’y a plus de honte maintenant à cela : l’hypocrisie est un vice à la mode, et tous les vices à la mode passent pour vertus. Le personnage d’homme de bien est le meilleur de tous les personnages qu’on puisse jouer aujourd’hui, et la profession d’hypocrite a de merveilleux avantages. C’est un art de qui l’imposture est toujours respectée ; et quoiqu’on la découvre, on n’ose rien dire contre elle. Tous les autres vices des hommes sont exposés à la censure et chacun a la liberté de les attaquer hautement, mais l’hypocrisie est un vice privilégié, qui, de sa main, ferme la bouche à tout le monde, et jouit en repos d’une impunité souveraine. On lie, à force de grimaces, une société étroite avec tous les gens du parti. Qui en choque un, se les jette tous sur les bras ; et ceux que l’on sait même agir de bonne foi là-dessus, et que chacun connaît pour être véritablement touchés, ceux là, dis-je, sont toujours les dupes des autres ; ils donnent hautement dans le panneau des grimaciers, et appuient aveuglément les singes de leurs actions. Combien crois-tu que j’en connaisse qui, par ce stratagème, ont rhabillé adroitement les désordres de leur jeunesse, qui se sont fait un bouclier du manteau de la religion, et, sous cet habit respecté, ont la permission d’être les plus méchants hommes du monde ? On a beau savoir leurs intrigues et les connaître pour ce qu’ils sont, ils ne laissent pas pour cela d’être en crédit parmi les gens ; et quelque baissement de tête, un soupir mortifié, et deux roulements d’yeux rajustent dans le monde tout ce qu’ils peuvent faire. C’est sous cet abri favorable que je veux me sauver, et mettre en sûreté mes affaires. Je ne quitterai point mes douces habitudes ; mais j’aurai soin de me cacher et me divertirai à petit bruit. Que si je viens à être découvert, je verrai, sans me remuer, prendre mes intérêts à toute la cabale, et je serai défendu par elle envers et contre tous. Enfin c’est là le vrai moyen de faire impunément tout ce que je voudrai. Je m’érigerai en censeur des actions d’autrui, jugerai mal de tout le monde, et n’aurai bonne opinion que de moi. Dès qu’une fois on m’aura choqué tant soit peu, je ne pardonnerai jamais et garderai tout doucement une haine irréconciliable. Je ferai le vengeur des intérêts du Ciel, et, sous ce prétexte commode, je pousserai mes ennemis, je les accuserai d’impiété, et saurai déchaîner contre eux des zélés indiscrets, qui, sans connaissance de cause, crieront en public contre eux, qui les accableront d’injures, et les damneront hautement de leur autorité privée. C’est ainsi qu’il faut profiter des faiblesses des hommes, et qu’un sage esprit s’accommode aux vices de son siècle.

Extrait de la scène 2 de l’acte V de Dom Juan,  Molière 1665

[Ora non c’è più bisogno di vergognarsi: l’ipocrisia è un vizio di moda, e tutti i vizi di moda passano per virtù. Il personaggio dell’uomo onesto, oggigiorno, si presta più di qualsiasi altro ad essere imitato, e quella degli ipocriti è la migliore delle confraternite. È un’arte in cui l’impostura viene sempre rispettata; ed anche quando viene scoperta non si osa dire nulla contro di essa. Tutti gli altri vizi umani sono esposti al biasimo, e chiunque è libero di attaccarli apertamente; ma l’ipocrisia è un vizio privilegiato, che, di sua mano, chiude la bocca a tutti, e gode tranquillamente di una sovrana impunità. A forza di infingimenti, si stabilisce fra le persone della stessa risma un legame strettissimo. Basta allora toccarne una sola per averle tutte contro; ed anche quelli che sono conosciuti per la loro buona fede e che tutti tengono in conto di veri devoti, costoro, dico, sono lo zimbello degli altri; cadono con innocenza nella pania degli impostori e diventano ciechi difensori proprio di quei tali che delle loro azioni sono le scimmie. Quante persone pensi tu ch’io conosca, che con questo stratagemma hanno abilmente cancellato tutti i vizi di gioventù, che si fanno usbergo del mantello della religione e sotto questo abito rispettabile si sentono autorizzati a commettere le peggiori nefandezze? Puoi sapere i loro intrighi e conoscerli per quel che sono, non per questo perdono credito di fronte alla società; e qualche compunto chinar di capo, un sospiro mortificato, un po’ di sguardi rivolti al cielo rimediano a tutto ciò che possono aver fatto. Sotto questo riparo compiacente io voglio rifugiarmi e mettere al sicuro i miei interessi. Non abbandonerò le mie care abitudini; ma avrò cura di nascondermi e di non divertirmi alla luce del sole. E se venissi scoperto, vedrò, senza muovere un passo, tutta la congrega schierarsi a mio favore e difendermi contro tutto e tutti. Insomma, questo è l’unico modo per poter fare impunemente quel che mi pare e piace. Mi erigerò a censore delle azioni altrui, dirò male di tutti e avrò una buona opinione soltanto di me stesso. Non perdonerò a nessuno che dovesse appena sfiorarmi, e nutrirò nei suoi confronti un odio irriducibile. Mi farò vendicatore delle ragioni del Cielo e con questo comodo pretesto metterò in fuga i miei nemici, li accuserò di empietà e saprò scatenare contro di essi i devoti troppo zelanti, che senza alcuna conoscenza di causa grideranno allo scandalo, li copriranno di ingiurie e li condanneranno solennemente in virtù della loro autorità del tutto particolare. È in questo modo che si abusa della debolezza umana e che un uomo intelligente si adegua ai vizi del suo secolo.]

Il fatto che a pronunciare questo discorso sia un opportunista, come lo é Don Giovanni, non fa che renderlo più reale del reale: lui sa esattamente di cosa sta parlando e che il mondo va in questo verso.

Siamo noi che, stupidamente, ci rifiutiamo di vederlo.

Don giovanni

Ne vogliamo parlare?

Ars gratia artis, si diceva. Ma forse qui si è travisato il concetto.

Louis Vuitton insieme all’artista Meryl Smith ci stupisce con la creazione di questa simpatica borsetta a forma di chihuahua, griffata con il prestigioso monogramma della maison.

Una creazione davvero sorprendente e realistica, premettendo che non vi sono alcuni pellami e organi derivanti da animali reali, essendo soltanto delle fedeli opere artistiche di alto livello.

Normalmente questa borsetta a forma di cagnolino Louis Vuitton non è mirata al mercato, essendo un’edizione rigorosamente limited edition.

Le parole da sostituire nella citazione qui sopra sono: simpatica borsetta, sorprendente, opere artistiche.

Potete scegliere alcune delle parole da me proposte oppure crearne voi. Le mie sono: grottesca borsetta,  inquietante,  nonavevonientedafarecosìhotrattoispirazionedalmiorattodomestico.

Non so,  probabilmente non sono ancora all’altezza del genio Vuitton-Smith, per fortuna l’escamotage della “limited edition” mi toglie la tentazione dell’acquisto…

scherzavo!

 

Racconti di Giugno

di e con Pippo Delbono

La prima volta che abbiamo visto Pippo Delbono lo avevamo trovato molto interessante.

La seconda un po’ meno.

La terza aveva scritto una bella pièce e ci è andata bene così.

Quest’anno, sinceramente, avremmo voluto evitarlo.

E’ pesante Delbono. Per una stagione potevano evitare di metterlo in cartellone ma no, non si può. Prende il teatro talmente sul serio che è difficile entrare in sintonia con lui, la sua compagnia -disabili, microcefali e barboni- di solito contribuisce ad attirare come mosche le menti catto-benpensanti dei paraggi per questo, probabilmente, nessuno si lamenta mai. Resta comunque il fatto che, alla fine dei suoi spettacoli, le signore impellicciate e gli omoni col sigaro, uscendo si chiedono “Ma ti è piaciuto?”

“…sì… carino… mmh… e a te?”

“Massì, bello… interessante… e poi hai visto quello microcefalo?”

“Siiiii, bravissimo… si è imparato tutto a memoria, straordinario”

“Eh già, e per fortuna che lavora con lui sennò chissà dove sarebbe adesso, povera creatura…”

“Eh!”

“Eh…”

Insomma, un misto tra non ho capito cosa ha fatto ma proprio per questo deve essere stato molto intelligente e un che bravi i ritardati che parlano! Sembra la fiera dell’italiano medio e Delbono ci sguazza da così tanto tempo che ormai ci crede sul serio nella sua missione di salvatore di “attori” borderline.

In questa stagione, dicevamo, Delbono presenta “Racconti di giugno”

La curiosità per gli altri.

il senso nascosto delle relazioni.

il filo rosso degli invaghimenti negli spettacoli.

la coscienza di una bellezza senza confini nelle storie. […]

le coincidenze (tante) di giugno, il mese in cui sono nato.

quel qualcosa in se stessi mai detto forse perchè mai chiesto.

Pippo Delbono

Pippo Delbono. Genio e sregolatezza. Quando credi di aver capito di che cosa stai parlando, ti rendi conto che invece non hai capito nulla. Entra in scena in ritardo di mezz’ora a causa di un raffreddore. La platea si lamenta. Lo si sente nel brusio di sottofondo. Poi inizia a parlare e tutti tacciono. Parla con il cuore Delbono, parla dell’amore. Parla della sua giovinezza tra il paesino della riviera ligure e il mondo, parla di se stesso e dei suoi incontri, parla della discesa agli inferi e del ritorno alla vita, la sua.

Uno spettacolo che racconta come sono nati gli altri suoi spettacoli e di come tutto sommato non bisogna mai rimpiangere ciò che ci è accaduto, per quanto terribile e doloroso possa essere stato. Un monologo denso di emozioni e di tenerezza. La vita di un uomo vista con gli occhi di chi l’ha vissuta per davvero.

Andatelo a vedere!