Le migliori scoperte sono dovute al caso.

L’altra mattina ero fuori casa quando ha iniziato a piovigginare. Era una pioggerellina indecisa, di quelle che non si assumono la responsabilità di diventare acquazzone. Io ero alla fermata del tram, in attesa, e  ovviamente non avevo l’ombrello. Data la mia salute cagionevole, e per cagionevole intendo che prendo almeno una decina di raffreddori all’anno oltre ad almeno l’influenza, ed alla mancanza di riparo nelle vicinanze, mi sono sistemata in testa la sciarpa in modo da ripararmi meglio; Intanto alla fermata arrivavano altre persone, donne uomini e bambini, e notavo qualcosa di diverso. Mi guardavano come se fossi strana. C’ho messo un po’ a realizzare il motivo di tanti sguardi diffidenti, poi ho capito che erano dovuti alla mia sciarpa ed al fatto che sembrasse un burqa.

Mi sono sentita diversa, quasi colpevole,  come se quel semplice copricapo mi esponesse al giudizio di tutti. Quando è arrivato l’autobus e sono salita, la gente faceva di tutto per non entrare in contatto con me, il controllore e l’autista hanno risposto al mio “buongiorno” con un cenno nervoso del capo e io ho capito meglio cosa intendesse Rania nella sua intervista.

Inutile dire che ho tenuto la mia sciarpa-burqa fino alla fine del tragitto, e anche dopo che sono scesa. Non volevo che pensassero che non ero una buona Mussulmana, probabilmente avrei fatto fare brutta figura alle  islamiche praticanti e poi,  non volevo assolutamente disattendere alle aspettative del mio pubblico sul tram.

Elly

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Castiglione della Pescaia (GR)

Castiglione - uno scorcio-

Castiglione della Pescaia - uno scorcio-

Abbiamo avuto la fortuna di visitare Castiglione della Pescaia a luglio di quest’anno. Un borgo meraviglioso che sorge sulle coste sabbiose di Grosseto, immerso nel verde e ricco di panorami mozzafiato.

Ci piace scoprire l’Italia, pensiamo che nonostante tutto sia davvero il Bel Paese, il luogo prediletto dagli amanti del bello e da chi ricerca le tracce di un antico passato.

Noi abbiamo alloggiato in un campeggio in località “Rocchette”, un po’ fuori dal centro cittadino, ma con un mare meraviglioso ed una spiaggia talmente raccolta da fare invidia al casino estivo della riviera. L’acqua era limpida, di un blu intenso e fresco, non so pensare a quanti bagni vorremmo poterci ancora fare!

Forunatamente, Castiglione, oltre ad essere una cittadina molto accogliente, offre ottimo cibo… i prezzi non sono bassi ma, se ci si vuole concedere una cenetta deliziosa ci sono molti locali che possono soddisfare i palati più esigenti. Noi ci sentiamo di consigliare un ristorante che si chiama “Sapori di Maremma”: ottimo cibo, buon sottofondo musicale e pochi tavoli (conviene prenotare!), se per caso capitate da quelle parti vi conviene farci un salto, la vostra pancia vi ringrazierà. Andre si è innamorato dell’osteria al primo assaggio!

I sapori della Maremma, via Camaiori 13, Castiglione della Pescaia (GR)

Osteria Sapori di Maremma, via Camaiori 13, Castiglione della Pescaia (GR), tel 0564/ 933629

Per spostarci dal campeggio al centro utilizzavamo i mezzi pubblici, se però vi capita di usufruirne fate conto su un ritardo cronico dei mezzi, di almeno 15 minuti. Se vi va potete fare finta di prendere in anticipo quello dopo!

Il mendace orario dell'autobus

Il mendace orario dell'autobus

Una volta saliti in autobus l’autista vi trasporterà, molto speditamente e sportivamente, in tutta la costa dalla località dove risiedevamo noi, fino al centro della città. Sconsigliamo di prenderlo durante le ore di punta (dalle 20:00 alle 21:30) a meno che non sappiate respirare in modo alternato a tutti gli altri milioni di turisti che hanno avuto la vostra stessa (brillante) idea.

Una mattina, un vecchietto che aspettava l’autobus da almeno 10 minuti sotto il sole di metà mattina, chiese all’autista:

Vecchietto: Ma è possibile che siete sempre in ritardo?

Autista: Ovvia, noi si arriva huando si arriva…

Vecchietto: Ma allora che li mettete a fare gli orari?

Autista: Pe’ ddare un’idea dell’ora ma vanno a libera interpretazione!

Vecchietto: Allora togliete l’orario e mettete un cartello con scritto “noi si passa all’incirca a quest’ora, chi c’è c’è…”

Morale della favola: se avete fretta non prendete l’autobus, se siete in vacanza e potete permettervi di perdere tempo vi consigliamo un’avventura con il servizio pubblico!

Il valore antropologico degli autobus

Lo so, risulterò impopolare. Ma mi piacciono un casino i mezzi pubblici cittadini: autobus, tram, minibù, filobus e tutta la ferraglia urbana che prendono le persone tutti i giorni per raggiungere la loro destinazione.

Mi piacciono perchè sono democratici. Quelli che salgono devono pagare il biglietto e sedersi se trovano posto, altrimenti in piedi! Non importa se sei un dirigente, re o multimiliardario (ammesso che abbiano mai preso un mezzo pubblico), l’autobus ti rende uguale agli altri. Dottori ed operai. Bambini ed anziani.

A questo punto potrebbero saltare fuori le solite – e doverose- constatazioni sulla “non puntualità”dei mezzi,  sul fatto che non sono puliti o sulla brutta abitudine di non  pagare il biglietto; lo so, è tutto vero e lecito,  assolutamente condiviso,  ma non è questo il punto.  A me piacciono i mezzi pubblici perchè ti danno l’opportunità di incontrare delle persone che altrimenti non vedresti mai.

Una volta (ero a Parma) sull’autobus è montata una signora enorme, che puzzava un sacco di sudore e fritto, che si era ifilata a forza tra i pendolari delle 13; mi ricordo che mi venne vicino e cominciò a parlarmi con un fiato alla cipolla da fare invidia ad una cloaca a cielo aperto. Sono  dovuta scendere perchè stavo male.

Dove altro avrei potuto entrare in contatto con una donna del genere se non in autobus?

Un’altra volta mi sono ritrovata, a Senigallia, a fare lo slalom tra i turisti sul lungomare, con un autista che scartava i vacanzieri con perizia chirurgica. Le altre persone con me, tedeschi, inglesi, etc. erano col fiato sospeso, sgomente ed incerte sul loro futuro a breve termine.

Su un autobus, credo a Roma, l’autista si è fermato per dieci minuti perchè uno era salito a bordo senza fare il biglietto e si rifiutava (giustamente) di proseguire la corsa finchè non fosse sceso.

Sembra un mondo a parte, quello degli autobus, ma io mi diverto un sacco a vedere quelli che salgono, ad entrare in contatto con persone sempre diverse ed uniche. E’ il mio personale parco giochi… sotto tutte le case del mondo.

Elly