Anoressia e bulimia Barbie se le porta via

Come già segnalato in precedenza da una paio di post, la Barbie e tutto ciò che rappresenta è sempre sulla cresta dell’onda. Ora più che mai a causa dei problemi mondiali di alimentazione.

wonder barbieCHIEDETELE come vanno le cose con Ken magari, ma non azzardatevi a fare il nome di Christian Louboutin in casa Barbie. La signora delle bambole, a cinquant’anni suonati, potrebbe perdere il bel sorriso e l’aplomb impeccabile e rifilarvi una stilettata sugli stinchi. Se la celebre creatura della Mattel potesse parlare e muoversi sarebbe questa forse la reazione alla polemica che l’ha vista protagonista in questi giorni. Da una parte lei, la bambola per eccellenza, dall’altra lui, il maestro francese della calzatura entrato nell’olimpo delle shoesaholic grazie alle sue scarpe dalle suole rosse fiammanti, che in occasione del mezzo secolo della bambola è stato chiamato, insieme ad altri 49 stilisti, a creare un look celebrativo. Ebbene per il designer parigino Barbie sarebbe inadatta a indossare calzature Louboutin. La ragione? Caviglie troppo grosse.

Così la Mattel corre ai ripari in fretta e furia. E ridisegna le caviglie fino all’eccesso. Negli Stati Uniti la questione ha sollevato un polverone. Ma come? Non bastavano le polemiche sul mondo della moda, accusato di fomentare un modello di donna eccessivamente skinny, magra, attraverso la scelta di indossatrici quasi anoressiche e con abiti taglia 40 (o anche meno)? Ora ci si mette anche lo stilista francese e, come se non fosse già abbastanza magra, a Barbie è toccato rivedere la forma.

Dalla Francia però invitano a smorzare i toni e i portavoce di Louboutin ci tengono a precisare che le accuse di Christian non erano rivolte alla caviglia ma al collo del piede, troppo “grosso”. I tre modelli di scarpette rosa, décolleté contraddistinte dalla famosa suola rossa, sono comunque già pronte e Barbie le indosserà, sfoggiando la sua caviglia ritoccata, a partire dal prossimo maggio nella versione completamente vestita da Louboutin inscatolata in preziosi cofanetti in edizione limitata.

Alle donne americane la storia però non è affatto piaciuta e se da una parte si elogiano le caviglie alla Hillary Clinton, poco slanciate forse ma forti abbastanza da sostenere il successo del segretario di Stato, dall’altra il Daily News riflette sulle percentuali che differenziano le donne d’oltralpe da quelle statunitensi: un 9% di sovrappeso contro un pesante 60%.

Ad aggravare la questione ci aveva pensato qualche giorno fa anche Karl Lagerfeld, altro guru delle fashion victim e per giunta sempre portavoce della moda francese – sua infatti la firma sulle collezioni Chanel. Secondo lo stilista, “nessuno vuole vedere donne con le curve. Solo le mamme grasse che mangiano patatine davanti alla televisione dicono che le modelle magre sono brutte”. La dichiarazione era arrivata come commento alla scelta della rivista femminile tedesca Brigitte di rinunciare alle modelle professioniste a favore di donne comuni.

E che il problema della fisicità delle modelle, utilizzate dai grandi stilisti per promuovere su passerelle e riviste le loro creazioni, fosse andato veramente oltre lo conferma anche lo scandalo che ha visto protagonista Ralph Lauren. Finito sul banco di accusa del popolare blog Boing Boing per avere ritoccato digitalmente l’immagine della modella Filippa Hamilton (licenziata solo una settimana dopo perché ritenuta troppo grassa) riducendole punto vita, gambe e fianchi tanto da farla apparire quasi disumana, prima era arrivata la diffida alla pubblicazione della foto, e subito dopo, l’ammissione da parte della casa di moda americana: “Per 42 anni abbiamo costruito un marchio basato sulla qualità e sull’integrità ma dopo alcune indagini abbiamo scoperto di essere responsabili per la diffusione di una foto ritoccata che propone un modello distorto del corpo femminile”.

Ma proprio come insegnano le avventure di Barbie, nel suo meraviglioso mondo tutto rosa c’è sempre un lieto fine. E stavolta c’è anche in questa polemica. L’happy end porta il nome di sette modelle: sono Crystal Renn (la modella oversize più pagata d’America), Kate Dillon (la 35enne tutta curve), Ashley Graham, Amy Lemons, Anasa Sims, Jenny Runk e Lizzie Miller, la 20enne americana salita all’onore della cronaca per avere posato nuda e con una visibile pancetta in mostra. Sono loro le protagoniste del numero di novembre di Glamour America e posano nude, formose e felici, nel paginone centrale. Sotto il titolo: “Oh, wow. Questi corpi sono belli”.

di BENEDETTA PERILLI

Mah… non so più se aggiungere altro…

Elly

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I wanna be… Barbie 2, OVVERO: è facile come sparare sulla croce rossa

La mamma mi ha sempre detto che è molto brutto gioire delle disgrazie altrui. Infatti un po’ mi vergogno a scrivere questo post; purtroppo per la mia mamma però, la voglia di prendere per il c**o la Barbie è maggiore del mio senso di vergogna.

Tanto tanto tempo fa, ho scritto un post su Barbie che, ancora oggi e con molta soddisfazione, riscuote successo. Sono molto felice, ora però, è giunto il momento di dare il colpo di cesello finale. Avevamo lasciato la Barbie al suo infausto destino: lei, gioiosa stellina dell’occidente rampante, si era ritrovata sproporzionata e senza amici, scioncata e triste. Niente da dire, se l’è cercata di brutto. Bisogna sapere, però, che nella sua cameretta rosa shocking, non ha desistito al suo progetto di conquista del mondo… non sa farsi una ragione del suo essere offensiva per il genere femminile e, per questo, insidia ancora le menti delle giovanissime.

Tramite chat.

barbiegrassaLe prove a cui l’ha messa davanti la vita sono state fallite miseramente, ed ora, porta su di sè i segni della sconfitta: fame nervosa,  assenza di manicure e gatti, molti gatti.  Dalla sua cameretta, raggiunge via computer le giovani e sensibili menti delle bambine moderne, spacciandosi per bambola vincente e descrivendosi così:

> ciao. sono alta bionda e ho gli occhi azzurri, lovvo tutto il mondo!!! Vuoi essere mio amico/a?

Attenti, controllate i vostri figli, questa bambola potrebbe trascinarli senza via di salvezza in un mondo glitterato e rosa shocking!

barbie obesa

I wanna be… Barbie

Io da piccola avevo le Barbie. Quattro o cinque, una più bella e sofisticata dell’altra; le vestivo le spogliavo, le pettinavo, le facevo vivere nella loro super casa rosa (che non aveva il bagno) e, mentre le osservavo pensavo che da grande sarei potuta  essere una di loro. Purtroppo la Natura ha remato contro: la Barbie è bionda, io castano scuro, lei ha le gambe luuuunghe, io sembro un tavolino da salotto, lei ha le braccine rigide, ( AH!)  io no.

Barbie by Mattel

Barbie by Mattel

Un giorno,  per sopperire al mio mancato ingresso nel mondo rosa shocking di Barbie, ad una delle mie bambole ho tagliato tutti i capelli lasciando solo una mohicana punk nel mezzo, le ho disegnato i peli sotto le ascelle col pennarello indelebile e le ho detto ” Toh, stronza, vai a lavorare!”

Nonostante la mia insana esperienza, la barbie ha sempre rappresentato, per le bambine di tutto il mondo, un modello a cui aspirare. E’ l’ideale femminile di perfezione, per questo le star internazionali sanno di essere famose quando creano una bambola a loro immagine: è una conferma, un punto d’arrivo. Anche gli Addams hanno delle Barbie con le loro facce!

Comunque, si sapeva che sarebbe stata solamente questione di tempo per far uscire allo scoperto qualcuno più malato di me,  che si è preso la briga di prendere tutte le misure della Barbie e di verificare come sarebbe stata da essere umano. E’ saltato fuori che il petto è troppo grande rispetto alla vita e che, con tutta probabilità una donna vera sarebbe stata sciancata e gobba. La testa è troppo piccola rispetto al corpo e le gambe troppo corte per essere proporzionate. In pratica sarebbe stata una povera donna brutta, reietta dalla società, sola, senza amici e con le probabilità di riprodursi pari a zero. Per questo è una bambola e non una persona vera… sarebbe stata davvero patetica, un rigurgito umano. Quindi, ripensandoci, mi terrò le mie gambette corte e le braccia snodate: I don’t wanna be… Barbie.

Elly

P.S: Per chi volesse fare un giretto tra le patinate pagine on line della bambola più famosa del mondo può cliccare su http://it.barbie.com/ oppure www.barbiecollector.com , giusto per vedere a che livelli di glamour è approdata.