Il fascino discreto del sottinteso

Amo moltissimo andare al cinema, di più se ci vado con Andre, in una sala dove le persone non mangiano ed evitano di rumoreggiare continuamente a causa del cibo o della semplice maleducazione. Lo scorso week end, alla fine di marzo, abbiamo seguito un corso sulla Commedia Americana degli anni ’30 tenuto da Bruno Fornara.

Mentre ci mostrava spezzoni di films, parlava della struttura narrativa e descriveva le tecniche del regista etc. si è soffermato sul fatto che all’epoca (fino ai primi anni ’70), il cinema si doveva attenere ad un rigido codice etico e morale in cui non si potevano mostrare scene di nudo o di sesso, dire parolacce o “offendere il pubblico pudore”.

Trouble in Paradise di Ernst Lubitsch

Trouble in Paradise di Ernst Lubitsch * Questo è quello che intendevo dire: non è una scena esplicitamente erotica ma chi può sostenere che non voglia dire nient'altro?*

Censura? Oggi il cinema usa il sesso per servire la discutibile causa del botteghino, niente da dire se non che in realtà il mercato dell’esplicito non è stato per nulla sdoganato, fa sempre parte di quel mondo che “il pubblico pudore” vorrebbe tenere nascosto ai propri figli.

E’ interessante notare inoltre, che i registi che hanno operato negli anni in questione, non si sono mai fatti mancare niente: non hanno evitato di mostrare scene di sesso, semplicemente hanno fatto capire al pubblico che stava per succedere qualcosa, o che era successo, attraverso il sapiente uso della macchina da presa, di un buon fotografo di scena e di un ottimo sceneggiatore. Tanti, tutti, i registi che hanno resa grande Hollywood sapevano come suscitare il rossore sulle gote del pubblico perbenista, senza per questo scadere nell’esplicito.

Con questo non voglio difendere la censura, è sbagliata e non v’è dubbio in merito.

Solo mi chiedevo… non sarebbe più affascinante lasciare dei sottintesi? Lasciare spazio all’immaginazione ed alla fantasia? Il fatto che io mi ritrovi qui a sollevare queste domande non potrebbe far pensare che sono una bacchettona? No, semplicemente credo che la parte del corpo da stimolare (anche in situazioni amorose!) sia il cervello.

Elly

Così è (se vi pare)

Pochi giorni fa siamo andati a vedere “Così è se vi pare” di Pirandello. Totalmente ignari di quello che ci aspettava ci siamo accomodati ed abbiamo aspettato di veder aprire il sipario. Non sapevamo cosa aspettarci, abbiamo studiato Luigi Pirandello a scuola come tutti e, come tutti, ci ricordiamo poco o niente  di lui. Qualche novella, qualche opera teatrale. Mentre guardavamo lo svolgersi della vicenda Andre mi ha detto “Ah, vedi? Nei lavori teatrali di Pirandello i personaggi scendono sempre dal palco!” Io ho annuito facendo finta di ricordarmi quello che diceva la Prof, d’italiano mentre guardavo gli attori che venivano giù per la scaletta.

“Così è se vi pare” è stato una rivelazione, guardandolo ho capito cosa vuol dire ‘Classico’: classico è un’opera che è stata scritta un sacco di tempo fa e che, nonostante questo, conserva freschezza e attualità nel corso degli anni. Nella mia ignoranza l’ho paragonato ad una versione italiana di Peyton Place, il libro di Grace Metalious.

Luigi Pirandello 1934

Luigi Pirandello 1934

Comunque, a parte la nostra personale opinione su Pirandello o su “Così è se vi pare”, raccomandiamo a tutti di andarlo a vedere… merita davvero!