Letargico Novembre pieno di stupore

Letargico Novembre pieno di stupore

Foglie rosse

Città baciata dal sole

Freddo

Uccellini morti

Mosche che sbattono intontite.

Troppe mosche, in effetti.

Novembre sarebbe un messe perfetto per citare Keats, così nostalgico e brumoso anche nei giorni di festa.

So British, so flawless.

Mi viene in mente Hugo invece, meno jolly e certainement più adatto a rappresentare il freddo francese in un mese così; a parte la nazionalità voglio dire.

E’ un po’ così che va la mia scrittura, se ancora di scrittura possiamo parlare. Associazione per immagini assolutamente inconcludente, per questo molti occidentali si rifugiano nell’haiku. Lascio a voi ulteriori considerazioni.

De naturalis Naturae

La Natura è stata esaminata da molti letterati nel corso dei secoli, per molto tempo è stata definita “madre amorevole, che regala fiori, foglie , frutti” fino ad arrivare a Giacomo Leopardi che, per primo la descrisse come Matrigna, un’ entità che non si preoccupa minimamente degli esseri umani e che, in caso di bisogno si volta dall’altra parte lasciandoli in difficoltà.

Sono più o meno d’accordo con il gobbetto… credo che la natura sia un’entità superiore che se ne frega dell’umanità e che non ha il potere di intervenire sugli eventi che la circondano; ma, tralasciando il costante egocentrismo dell’essere umano che crede di dovere essere preso in considerazione costantemente, una cosa che apprezzo moltissimo di Lei è la capacità di sopravvivere in qualsiasi ambiente ostile, di far crescere piante, erbe e funghi anche negli anfratti più dimenticati e deserti del mondo.

Mi sorprende l’assoluta perfezione dei tramonti e la sfacciataggine del vento, l’eleganza degli uccelli e la vanità dei fiori, il baluginare delle stelle e la tenera caparbietà di un filo d’erba. In realtà non mi interessa se la Natura si occupa o meno di noi, probabimente mi piace tanto solo perchè non lo fa…

Elly