Il malvagio cubo di Rubik

Ho ritrovato in casa un cubo di Rubik. Fichissimo, probabilmente un’ eredità di quando ero piccola ed andava un sacco di moda. Sono sempre stata negata per il cubo, tanto che, quando mi saltavano i nervi e decidevo che DOVEVO risolverlo, staccavo gli adesivi colorati dalle varie facce e lo rimettevo a posto così. 

Avevo già capito allora che il cubo di Rubik è malvagio, un’entità distruttiva mandata sulla terra per minare il buon cuore umano.

E’ una piaga dovuta al trapasso delle colonne d’Ercole, ne sono sicura; quando la nave ha passato lo stretto qualcuno lassù ha detto: “Ah sì? Vi credete tanto furbi eeeeeeeh?” E ha lanciato sulla terra un cubo di Rubik.

Grazie Ulisse.

Quando mi sono ritrovata in mano l’infernale coso, dicevo, ho sentito la forza scorrermi nel braccio e così, temerariamente, ho deciso di riprovare a risolverlo (stavolta risoluta a non staccare gli adesivini). Un quarto d’ora dopo ero già su internet a cercare le soluzioni che, ovviamente non mi sono state di nessun aiuto. In compenso ho trovato questi:

che hanno contribuito ampiamente a smontare tutta la mia boria infantile di staccatore di adesivi ed hanno dato una mazzata finale al mio ego di adulto.

Il mio commento a questi videi si può riassemere così:

Mi consola il fatto che siano tutti orientali (presumibilmente cinesi),  vuol dire che, geneticamente, non ho colpa. A parte questo sto cominciando a pensare che quei bambini sono così veloci perchè gli hanno promesso che potevano mangiare, appena finito il cubo.

Elly

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