Angels in America parte II, Perestroika

angels in America IIdi: Tony Kushner

regia di: Ferdinando Bruni, Elio De Capitani

con: Elio De Capitani, Elena Russo Arman, Ida Martinelli, Cristina Crippa, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petranca, Sara Borsarelli

scene di: Carlo Sala

Seconda e ultima parte di una bellissima opera contemporanea vista in anteprima nazionale (niente di meno!).

Come ed ancor più che nella prima parte, in Perestroika si moltiplica il gioco di specchi tra realtà, immaginazione e rappresentazione, in un continuo sovrapporsi e sdoppiarsi di scene e personaggi.

Tre ore di teatro vivo e pulsante, mai banale ed attualissimo – nonostante la vicenda appartenga al secolo scorso (sic!), i ruggenti anni ’80 – con un intreccio di vicende da far spavento a Beautiful. Gli attori e le scenografie, passando per i costumi e la fotografia lasciano senza fiato… se sapessimo scrivere un opera così meravigliosamente onirica e reale saremmo già su un aereo per Hollywood.

In parole povere: un capolavoro, una piéce che diventerà una pietra miliare di questo nuovo secolo.

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Angels in America (si avvicina il millennio), fantasia gay su temi nazionali

di: Tony Kushner

regia di: Ferdinando Bruni, Elio De Capitani

con: Elio De Capitani, Elena Russo, Ida Martinelli, Cristina Crippa, Cristian Maria Giammarini, Edoardo Ribatto, Fabrizio Matteini, Umberto Petranca

scene di: Carlo Sala

Questo è l’ultimo spettacolo della stagione. Angels in America è l’esempio più plateale ed intenso di teatro moderno che abbiamo vistofino ad ora: un sapiente uso di luci, proiezioni e musica si sono unite perfettamente per raccontare una storia attuale e forte. Prima che la scena si popolasse eravamo atterriti all’idea che durasse tre ore e mezza (inclusi gli intervalli) ma, durante lo spettacolo, non mi è mai capitato di controllare l’ora sbuffando di noia: la pièce è stata incalzante, pulsante, non dava al pubblico il tempo di pensare ad altro.

Una foto dalla scena statunitense

Una foto dalla scena statunitense

La storia si svolge negli anni ’80, a New York, al culmine dell’epidemia di AIDS, coinvolgendo, nel corso di due lunghe commedie intrecciate, quattro personaggi principali che si alternano sulla scena contribuendo a creare una saga ricca e suggestiva. Il sottotitolo esplicito fantasia gay su temi nazionali non sintetizza tutta la ricchezza di questa commedia provocatoria e commovente: l’autore affronta di petto il tema dell’identità, ma non per esaurirlo sotto il profilo sessuale, bensì per sondarne in profondità tutte le componenti, razziali, religiose, culturali.

Elly