A proposito di Alessandro V. Borghese

Questo post nasce dalla caduta a picco dei miei feromoni dopo che Alessandrovibborghese è diventato chiattone.

Lo so, è successo già da un po’ ma prima di indignarmi ho provato ad aspettare che si rimettesse in forma, che tornasse il bellone di un tempo. Invano. Sembra proprio che il matrimonio lo abbia inchiattato ben bene. Forse la Vilma pensa che così potrà tenerselo più stretto. Oppure hanno scoperto le maniglione antipanico dell’amore. Vabbè, è inutile per me ricercare un motivo all’origine del decadimento fisico di questo bel (ex) ragazzone dal congiuntivo sfuggente e dalla chioma ribelle.

Anche perchè della sua vita privata ne hanno già parlato qui e non mi sembra giusto continuare a sparare sulla Croce Rossa.

Comunque, tornando al post. Finchè Alessandrovibborghese è rimasto quel che era, cioè un bel pezzo di manzo, ho soprasseduto sul fatto che non sapesse minimamente come si fa la pasta all’uovo. Ho portato pazienza perchè al suo bel faccino si poteva perdonare tutto, ma ora no. Non posso più guardarlo mentre “impasta” schizzinoso, con la punta delle sue paffute ditine l’uovo con la farina. Se ne sta lì, con il suo mini taglierino, la farinina, le uovine a tentare di amalgamare il tutto con un tocco inutilmente sfarfallante.

Per chi, come me, ha la fortuna di avere visto la nonna fare la pasta all’uovo in casa, sa benissimo che il metodo usato da Vibborghese è un insulto al buon senso. E poi, aggiungi l’acqua all’impasto? Ma cosa fai? Se a scuola di cucina ti hanno insegnato queste cose devi farti ridare indietro i soldi… ma davvero!

Dulcis in fundo, dopo avere “impastato” un panetto appiccicoso, Vibborghese afferma con veemenza: “Dovete lasciarla riposare in frigorifero almeno un’ora!” Non commenterò nemmeno questa affermazione perchè sarebbe come spiegare ad un pesce quanto fa bene prendere il sole in estate.

Allegherò semplicemente questo video, così da dimostrare anche a chi non ha avuto la fortuna di una nonna brava negli impasti, come si fa la pasta all’uovo.

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p.s: qualcuno ha idea del significato della V. sulla sua divisa? Per cosa sta? Valerio, Veronico, Valentino?

Amore e dintorni: “I miei sensi di ragno prudono” disse Spider-ma’

Avevo concluso, parlando del mio proposito di sposare Andre (se ve lo siete persi cliccate qui) dicendo che avevamo deciso di sposarci segretamente e che eravamo ben convinti a non diffondere la notizia a nessun costo.

Macchiavellico ma funzionale.

Era stata l’ultima frase pronunciata in proposito.

Eh, sì. Eravamo molto orgogliosi del nostro piano.

A questo punto della storia succede che, una sera come tante, andiamo a cena dai genitori di Andre e, oltre ad abboffarci come suini, intratteniamo anche una piacevole conversazione con i suoi genitori. Ve la riporto, così potrete rendervi meglio conto:

Andre: eh, sì… la rava e la fava *, eccetera  eccetera.

Padre di Andre: Ah, ma lo sai che si sposa ***** il figlio di  **** ?

Andre: Ah sì? Con tutti quegli asterischi non ho capito bene il nome, ma sono felice per lui.

Mamma di Andre: E per la sua famiglia!

Andre: Eh, sì. Anche per la sua famiglia.

Mamma di Andre: Ci hanno invitato a nozze, sicuramente manderanno la partecipazione anche a voi.

– Momento di gelo in cui Elly spera di no-

Mamma di Andre: Sono così belli i matrimoni..!

[…]

Mamma di Andre: ma lo sai che l’altra notte ho fatto un incubo?

Andre: Oh, davvero? Cosa hai sognato?

Mamma di Andre: Eh, ho sognato che tu e l’Elly vi sposavate di nascosto e tu me lo dicevi il giorno dopo. Guarda, ci sono rimasta così male..!

Andre: …

Mamma di Andre: Ma tu non lo faresti mai, vero? Promettimi di no!

E… provate ad immaginare cosa ha promesso Andre?!

Alla fine, per un intervento soprannaturale che anche Giacobbo si rifiuterebbe di riconoscere,  il nostro diabolico piano è stato smantellato da un malvagio sogno premonitore.

Matrimonio segreto 0 – Mamma di Andre 1

* La rava e la fava: espressione colloquiale dell’Emilia che sostituisce o rafforza il termine latino Etcetera.

Amore e dintorni: la (mia) decisione di convolare a nozze

Quando viene pronunciata la parola “matrimonio” si viene fulminati  subito un’associazione di idee: tanti soldi e tutta la vita.

Tanti soldi perchè, si sa, i matrimoni italiani richiedono grosse cifre, anche se si tenta in tutto e per tutto di avere una cerimonia sobria. Il concetto di “tutta la vita”, invece,  viene riesumato dalla parte rettiliana del cervello che, di solito, fa scappare i maschi e sospirare sognanti le femmine.

Io e Andre non volevamo sposarci, non ci interessava.

Eravamo fermamente convinti che la nostra relazione dovesse essere libera dalle convenzioni sociali piccoloborghesi, che dovevamo sceglierci giorno per giorno e che non ce ne fregava nulla di una cerimonia che serve più ai parenti che a noi.

Anche perchè personaggi ben più autorevoli di noi avevano già ampiamente argomentato i difetti del matrimonio…

E’ curioso: nel gioco del matrimonio (un gioco che, per inciso, sta passando di moda) le mogli detengono tutti gli onori e invariabilmente perdono ogni singola malia. Oscar Wilde

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Il corteggiamento sta al matrimonio come un prologo divertente sta a una commedia noiosa. William Congreve

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Il divorzio è l’ammissione di una sconfitta. Come il matrimonio. Roberto Gervaso

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Il matrimonio è un istituto meraviglioso, ma chi vorrebbe vivere in un istituto? Groucho Marx

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Il matrimonio è quell’istituzione che permette a due persone di affrontare insieme difficoltà che non avrebbero mai avuto se non si fossero sposate. Anonimo

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Il matrimonio è come una trappola per topi; quelli che son dentro vorrebbero uscirne, e gli altri ci girano intorno per entrarvi. Giovanni Verga

Così siamo andati a convivere e tanto ci bastava.

E’ passato un anno, che meraviglia, che bello!

E’ passato un altro anno e, una strana paranoia ha fatto capolino nella mia mente.

Non riuscivo a sopportare l’idea che una questione puramente formale potesse impedirmi di stare con lui. Nel caso specifico che, una catastrofe naturale o un incidente, ci potessero separare e ci impedissero di andarci reciprocamente a trovare nella camera iperbarica dove uno di noi era ricoverato perchè non eravamo “formalmente” una coppia.

Lo so che è una caz****, lo avevo premesso che era una paranoia.

Quindi, con questo sfondo post apocalittico che mi frullava per la testa, ho chiesto ad Andre di fissare una data, visto che mi aveva già chiesto di sposarlo altre volte ma non avevamo mai pensato che potesse accadere veramente.

Gli ho spiegato le mie paranoie, lui ha sorriso comprensivo e mi ha accontentata.

Siccome non volevamo una festa pacchiana e non ci interessavano i regali, abbiamo deciso di sposarci in segreto. Abbiamo parlato a lungo dei luighi in cui potevamo convolare a nozze senza che nessuno venisse a saperlo: navi da crociera, paesi stranieri, etc. purtroppo restava sempre nebuloso il vincolo della validità quando fossimo ritornati in patria.

Così abbiamo optato per una città diversa da quella dove vivevamo in modo che le pubblicazioni non fossero visibili dalle persone che ci conoscevano qui e che potessero dire qualcosa alle nostre famiglie.

Macchiavellico ma funzionale.