Il temporale e le lettere d’amore

Continua a piovere ed a fare freddo mentre io, chiusa in casa, mi accontento di guardare un angolo di mondo attraverso il vetro. La pioggia bagna, lava, schiocca e scivola sulle foglie  mentre io osservo un po’ invidiosa lo scalpiccio delle persone fuori dalla finestra. I tuoni mi fanno un pochino paura ma quando sono in casa da sola e non c’è Andre in cui rifugiarmi mi ricordo di quello che diceva il mio nonno quando un tuono squarciava il cielo ed io potevo stargli ancora sulle ginocchia “…Senti? E’ il Diavolo che porta in carrozza sua moglie.” A ripensarci adesso questa frase ha più magia di quando la ascoltavo allora, è una bella bugia, una frottola consolatrice; ancora rido fra me e me quando ci penso.

Sempre il Nonno mi raccontava una filastrocca sul temporale quando ero a casa sua alla domenica, non era proprio una filastrocca in realtà, era una lettera d’amore che un contadino ignorante della bassa modenese scrisse alla sua fidanzata per giustificare la sua mancata visita in una sera di temporale e che il Nonno ogni tanto tirava fuori per far ridere me e mio fratello. La sua capacità narrativa era pari a quella mimica e venivano fuori delle belle rappresentazioni anche se la storia era sempre uguale e noi la sentivamo tutte le domeniche, diceva così:

Cara carrozza e poi cavallo,

ti scrissi da lontano e da lontenne per dirti che domenica non venne perchè tirava lo tiranno dello tironne dello tirenne.

Qui la mia memoria fa cilecca e non ricordo più come va a finire perchè quando l’acoltavo a questo punto della storia ero piegata in due dalle risate. Chissà se la conosceva solo mio Nonno…

Elly