Chi lascia la strada vecchia per la nuova…

“Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che perde, non sa quel che trova” (Proverbio Italiano)

Se mi seguite sui vari social (Instagram, Twitter, Facebook), saprete già che sto per lasciare l’Italia.

Ho trovato lavoro in Francia e, di questo, sono molto contenta.

Sono meno contenta delle motivazioni che mi hanno obbligata a cercarlo: la scena lavorativa italiana, infatti, non offre grandi opportunità. Ai giovani laureati o diplomati, questo paese non  garantisce nulla che non sia terribilmente precario o assurdamente sottopagato. Nessuno pare rendersi conto che queta politica di gestione del lavoro fa perdere al nostro paese (e quindi a tutti noi) tre volte (TRE!) i soldi investiti:

1- Paghiamo professionisti per formare gli alunni nei diversi gradi scolastici

2- Le famiglie mantengono con libri (ed altri sostentamenti) la carriera scolastica dei figli- e dove non possono le famiglie provvede lo Stato

3- La giovane e preparata forza lavoro (piena di energie e forza di volontà) se ne va all’estero perchè qui non c’è nulla, e ripeto NULLA, che incentivi o gratifichi il nostro operato, la nostra preparazione.

fuga_laureati

Non parlo solo del “vile” denaro, però. Qui in Italia  io ho sempre lavorato in un modo o nell’altro, mi sono sempre adattata. Ma posso continuare in questo modo? No, mi sono risposta.

Psicologicamente per me è una situazione insopportabile.

Non sapere se e come avrai ancora possibilità di lavorare. Come fare a mantenere la casa, pagare le bollette e le tasse… non posso costruire nulla serenamente con mio marito. E’ molto triste ma è la mia realtà.

Quindi per l’ennesima volta ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo imbarcati in una nuova avventura. Insieme nell’intento e separati nella sostanza. Anche questo…

Non so se questa opportunità sarà meglio o peggio, so solo che è un’opportunità, quindi io vado!

1862_491506300886419_2036200112_n

Annunci

Vecchi

Ho intitolato questo post con un termine blandamente dispregiativo a causa dell’astio suscitato dall’argomento in questione: il vecchio che abita nel nostro palazzo. Supportato dalla vecchia che abita nel palazzo di fronte.

Niente a che vedere, quindi, con l’immagine diffusa e condivisa di anziani e gentili signori, saggi mentori, canuti personaggi con il golfino di lana ed il cappello di feltro anche ad agosto.

No.

Qui si entra in contatto con un vecchio  in particolare che ci urta. Un ultra settantenne che per comodità battezzeremo signor Galiani. In realtà, il vecchio in questione,  non fa mai nulla di platealmente sbagliato, qualcosa di universalmente riconosciuto come “CAXXATA” per cui possa essere “ripreso”.

Il signor Galiani è più subdolo, più sottile.

Lui sta tutto il giorno ad aspettare che rientri a casa per dirti:

“C’è da tagliare la siepe del giardino comune” oppure: “Bisogna pulire lì, perchè altrimenti si genererà un buco nero che risucchierà te e tutta la tua dinastia” “Devi impedire al tuo cane di annusare le mie gerbere, altrimenti si offendono e si seccano”.  “Ho sentito che ieri avevi gente a casa. Vergogna!”

Ovviamente non siamo gli unici destinatari del gerontocratico richiamo: il signor Galiani aspetta pazientemente il rientro di tutti i giovani residenti del palazzo. Il problema è che torniamo ad orari sfalsati e non riusciamo a coordinarci per affrontarlo insieme in modo efficace e definitivo.

State pensando che sia un vecchio solo? No, vi sbagliate. Esso detiene figli. E nipoti. E moglie. Con i quali è docile e gentile. Ma appena se ne vanno… ecco che il signor Galiani scatena i suoi più infernali istinti cazziando random tutti quelli che entrano dal cancelletto.

Poi, ovviamente, dato che più di tanto capisce anche lui che non può tirare la corda (e SOPRATTUTTO perchè è in pensione) fa personalmente i lavoretti di manutenzione. Ma SEMPRE e SOLO se c’è qualcuno che lo osserva perchè così può ottenere due risultati contemporaneamente:

1- nel caso l’osservatore sia la vecchia di fronte signor Galiani può raccogliere le lodi e le canzoni che ella compone in suo onore; la vecchia è vedova e passa le sue giornate divisa nel difficile compito di urlare parolacce ai bambini che giocano a pallone nel campetto vicino e contemporaneamente cucinare minestrone, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

2- nel caso l’osservatore sia un giovane del palazzo (che lavora a contratto, con orari orribili, avendo 5 diverse occupazioni nei 7 giorni settimanali e nelle uniche 2 ore libere a disposizione tenta di avere una vita affettiva) nel caso l’osservatore sia un giovane del palazzo, dicevo,  può guardarlo con sufficienza con il solo scopo di farlo sentire miserabile.

Il signor Galiani, quindi, incarna il male condominiale per eccellenza. Esso racchiude in sè tutto ciò che più mi disturba e mi urta in un essere umano, contribuendo a mantenere la vita condominiale in perenne stato di allerta. Egli fa parte di quella generazione che crede che il mondo sia perfettamente suddivisibile in buoni e cattivi, belli e brutti, efficienti e deficienti; la stessa generazione che, dato che ha lavorato nello stesso posto per 40 anni, che si è costruita una bella e solida famiglia, che ha casa ed auto di proprietà da almeno vent’anni, ti giudica un buono a nulla perchè tu,  ultra trentenne, non hai ancora raggiunto nessuno dei suoi “must have” dell’esistenza.

Tutto ciò viene incarnato nell’ossuta e rugosa  figura del Signor Galiani: malvagio osservatore dagli occhi porcini che detiene il sapere assoluto e che nessuno è ancora riuscito a sconfessare.

photoshop e personalità