La morte e le tasse

Una persona che conosco si è fatta malissimo ad un piede e da un paio di giorni cammina con le stampelle.

Visto che il dolore non accennava a diminuire ha deciso di andare all’ospedale dove è stato sottoposto a visite mediche, fisiologiche e osteopatiche. I dottori che hanno preso in esame il suddetto piede hanno dato diagnosi diametralmente opposte, non solamente sulla patologia che effettivamente lo affliggeva ma anche sull’origine del dolore. Dopo infinite ore di sale d’attesa e referti inconciliabili laa domanda che tormenta il povero zoppo è stata la seguente: “Mi rendo conto che in psichiatria i dottori possano avere opinioni divergenti e contrastanti dato che l’ambito di studio non è misurabile o quantificabile, ma nel caso di medici (anche appartenenti alla stessa specializzazione) non si dovrebbe parlare di scienza esatta?”

Io mi sono scompisciata dalle risate ma effettivamente, pensandoci bene, a me hanno sempre detto che la medicina è una materia inopinabile. Dato che ora devo dubitare anche di questa a me restano solo due certezze: la morte e le tasse.

Elly

Mimetismo animale

Mi piacciono moltissimo i documentari, specie di quelli che parlano della sopravvivenza degli animali in ambiente ostile. Il mimetismo è la cosa che mi affascina di più, scoprire come diverse forme di vita, disseminate nei più remoti angoli del mondo, possano avere in comune una caratteristica così strana ed affascinante mi incuriosisce parecchio.

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Mentre riflettevo su questa “magia” naturale sono stata folgorata da un’idea. Ho capito perchè gli adolescenti amano tanto appartenere ad un gruppo e vestirsi allo stesso modo. E’ una forma di tutela, di salvaguardia all’interno della loro società, o meglio, del loro ecosistema: amano uniformarsi agli altri adolescenti perchè risultano agli occhi degli adulti come “indistinguibili”. Frasi del tipo “Guarda quei capelloni lì, sono tutti uguali” oppure “Vi vestite tutti allo stesso modo, ma un po’ di immaginazione!” assumono una connotazione diversa dopo questa improvvisa illuminazione. E’ come se gli animali più fragili, più piccoli, insomma le prede naturali del regno animale, così come gli adolescenti, mascherino il loro aspetto (o lo adattino all’ambiente nel quale sono inseriti) per mascherare la propria esistenza nei confronti del mondo. Rendersi meno visibili. Se sono indistinguibili da ciò che li circonda non possono essere attaccati, predati.

Allo stesso modo potrei ampliare questa teoria alle divise (divise di qualsiasi genere, da quelle dei cuochi a quelle dei suonatori di banda) nel modo diametralmente opposto: la divisa si vede immediatamente, è universalmente riconoscibile all’interno del proprio ecosistema e rende quasi infinite le scorte a questi  gruppi di appartenenza. E’ risaputo che quando osserviamo un uomo in divisa guardiamo ciò che rappresenta e non la persona e  anche questa, forse, può essere considerata una forma di tutela.

Ho ancora molte cose da appurare ma mi sembra che, nell’insieme, questa teoria funzioni.

Elly