I wanna be… Private Eye

Chi di noi ha potuto ammirare Humphrey Bogart ne “Il grande sonno” ha desiderato almeno una volta di essere un investigatore privato: di quelli che quadagnano 25 Dollari al giorno più le spese e hanno la voce un po’ strascicata da chi ha visto troppe cose.

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Alle lezioni sul Cinema Noir che abbiamo seguito nel week end Humphrey e gli altri Detectives sono tornati alla ribalta nella nostra mente, come se non avessero aspettato nient’altro che quel momento per riaffacciarsi nei nostri pensieri e farci sorridere dondolando la testa come loro. Che classe, che intrighi… loro sì che ti facevano battere il cuore per l’emozione. L’impermeabile annodato ed il cappello sulle ventitrè, le donne bellissime e la sigaretta in bocca, le battute al vetriolo ed i vicoli bui, come si fa a non desiderare di essere un Private eye? Nei tre giorni di conferenza ci siamo fatti una scorpacciata di tutto quello che è stato il cinema noir degli anni ’40 e ’50, abbiamo affondato le mani nel torbido, abbiamo sparato con Marlowe, inseguito con Spade, ci siamo innamorati della Bacall, vivevamo sullo schermo con loro bevevamo whiskey ed ascoltavamo il charleston ed il jazz. Che meraviglia, che vita! Tutto il fascino delle pellicole in bianco e nero e della recitazione dei grandi del cinema.

Anche se… a pensarci bene, 25 Dollari al giorno più le spese sono davvero pochi per farsi sparare addosso!

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