Non so voi, ma io mi sono stancata di vedere gente con la pelle color merda. Tutti alla ricerca della sempiterna abbronzatura, che si fanno duemila lampade a settimana e riescono ad ottenere (oltre al succitato color merda) la pelle dei vecchi di centoottantamilaanni.
Poi, come comici di terz’ultima categoria, se per caso chiedi: ” ma sei stato in vacanza?” ti strizzano l’occhio volpino e ti rispondoni “sì, alle lampàdos!!!”
Ah ah ah, sai che risate.
Oltre ad argomentare che il sole è gratis e che quindi è inutile pagare per una serie infinita (perchè, nel caso non lo sapeste, la produzione di melanina crea dipendenza) esistono quelle orrende creature con la faccia marrone e le mani cadaveriche perchè “sai, faccio solo la facciale”, complimenti, è proprio un bel vedere.
Per fortuna adesso ci è venuta anche in soccorso la tecnologia ‘mmmerigana, quella che prevede l’uso di una lancia da carrozziere che ti spruzza tutta l’abbronzatura liquida sul corpicino, così puoi pure definire i muscoletti guizzanti.
Ma, nel caso non vi abbronzaste proprio dappertutto ecco una bella ideuzza da sfruttare…
Bello, no? Chi non ha mai desiderato un tondino nel culo?!
Elly
di Francesca Reggiani, Valter Lupo, Gianluca Giugliarelli
con Francesca Reggiani
regia Valter Lupo
Ci ho messo parecchio disincanto, ma sempre affidandomi al principio del gioco. Voglio essere chiara: non mi metto a fare la sociologa, tantomeno la santona. C’è solo un breve momento di serietà, o piuttosto di malinconia, nello spettacolo: per il resto io faccio il mio mestiere, che è la comica. -Francesca Reggiani-
Spumeggiante come al solito Francesca Reggiani ci regala spaccati italianità, vissuti o presunti: situazioni surreali che trovano riscontro nella vita reale.
Parla con chiarezza e semplicità della società italiana attuale, dalle “Veline & Co.” a Federico Moccia, dai SUV ai tronisti, dal divorzio a Ponte Milvio – o come dice lei Ponte Silvio- passando da un argomento all’altro come un’ equilibrista. Sul palco ha sapientemente miscelato i suoi nuovi pezzi con parte del suo precedente spettacolo “Reggiani-Germani 4 a 3″, di qualche anno fa (siccome era ante blog non lo abbiamo recensito ma, hey, abbiamo la memoria lunga!)
Una comicità fresca, sempre attuale, che non scade nei luoghi comuni fini a se stessi. Un mix perfetto di divertimento spensierato ed attente riflessioni sugli uomini, le donne, l’amor e tutto ciò che move il sole e le altre stelle*.
* Paradiso XXXIII,145
Attenzione: questo post contiene un linguaggio esplicito non adatto a persone sensibili, se la vostra anima candida verrà urtata io vi ho avvertito prima.
Da piccola leggevo Cioè. Anche tutte le mie compagne di classe leggevano Cioè, in realtà. Ci divertivamo un casino a staccare gli adesivini e a decorare il diario, a guardare mugolando i poster dei bonazzi di turno (qualcuna si esercitava nel bacio con la lingua dopo averli attaccati al muro) e leggevamo tutte le storielle, i fotoromanzetti e le domande della sessuologa.
Recentemente sono andata a fare un giretto sul sito on-line e vedo che la situazione non è molto migliorata da quando lo leggevo io. Ci sono ancora ragazze che fanno domande talmente tenere, nella loro beata ignoranza, da non credere.
Molte sono preoccupate della misura delle loro tettine:
Sono Irene e ho 13 anni, sono una lettrice di Cioè e vorrei farle una domanda riguardante il seno….lo so che a quest’età non mi dovrei preoccupare per il mio seno ma ho paura per il futuro perchè voglio che mi cresca bene senza fare operazioni chirurgiche… mi sono sviluppata quando avevo 10 anni e 4 mesi però ho ancora un prima scarsissima,mentre delle mie amiche che si sono sviluppate da meno di un anno hanno già una seconda. Mi potrebbe dare qualche cosiglio per una bella e buona cescita??
Mi chiamo Francesca e ho 13 anni… mia sorella ha 17 anni ma ha ancora una prima scarsissima e io ho paura ke il mio seno nn cresca correttamente. Mi puo dare qualche consiglio?
Altre credono ancora alle leggende metropolitane “Sai una volta una mia amica è andata a fare il bagno al mare mentre aveva le sue cose ed è stata attaccata da uno squalo…!” “Nooo, e dopo” “Eh, dopo è tornata a casa e hanno chiamato il dottore per visitarla, sai, lo shock. Solo che quando hanno suonato alla porta e sono andati ad aprire non c’era il dottore, c’era lo squalo!”
cara dottoressa, mi chiamo Giulia e ho tredici anni. Da pochi mesi ho il ciclo mestruale. Mia madre dice di non fare il bagno al mare o in piscina in quei giorni perchè? Cosa succede se fai il bagno?
E poi c’è chi vive in un mondo a parte, dove la medicina incontra i Mini Pony e poi, per visitarti, fanno il girotondo…
Cara dottoressa ho 14 anni e mi chiamo Sofia, non sn molto esperta di queste cose; le vorrei fare una domanda: quando una ragazza ha avuto un rapporto sessuale e poi deve fare una visita dal ginecologo, lui se ne accorge di ciò? Ho bisogno di sentire l’opinione di un’esperta.Grazie.
Dicevo, da quando lo leggevo io la situazione non è milgiorata per niente, nei vecchi numeri di Cioè le ragazze degli anni novanta erano solamente preoccupate delle gravidanze indesiderate dato che per gli omogeneizzati pieni di ormoni che avevano ingurgitato da piccole, avevano tutte una quarta abbondante già in quinta elementare. Ah, già, e avevano anche i baffi. Tette e baffi.
Le ragazze della mia generazione erano decisamente sviluppate di fuori, ma di dentro racchiudevano ampi rustici da subaffittare…
Posso perdere la verginità baciando il mio ragazzo?
I pantaloni del mio ragazzo si sono bagnati e io ero vicino a lui, sono incinta?
È vero che se dopo un rapporto sessuale ci si fa una lavanda con la coca-cola non si resta incinta?
Ciao, ieri mi sono masturbata pensando al mio ragazzo. Partorirò dal cervello?
Ma i bambini arrivano solo se faccio sesso con la cicogna?
Mi masturbo pensando a un’ape e un fiore, è normale?
Ho mangiato uno yogurt, sono incinta?
D’ accordo, forse mi sono un pochino fatta prendere la mano… Oddio, forse sono incinta!
Per concludere in bellezza osserviamo attentamente una copertina-tipo di Cioè, ok?

Attenzione: se riuscite a risolvere l'equazione contenuta nella copertina significa che "Cioè" non fa per voi.
Le citazioni le ho prese qui e qui
Elly
compagnia Balletto di Mosca “La Classique”
diretto da Elik Melikov
coreografia Arthur Saint-Léon
musica Leo Delibes
Coppelia è un balletto pantomimico in due atti, andato in scena per la prima volta all’ Opéra di Parigi il 25 maggio 1870. La storia si svolge in un piccolo villaggio della Galizia, una regione piena di foreste nei Carpazi dell’Europa Centrale.
Questo balletto, conosciuto anche con il titolo “La bambola dell’alchimista” racchiude in sè tutta la tensione fantascientifica dell’arte nei confronti della vita reale. Coppelia, Pinocchio, Frankestein ma ancora prima Pigmalione, rappresentano la volontà umana di superare le divinità costruendo ed infondendo la vita a fantocci creati con le proprie mani. Come moderni Prometeo desiderano godere del frutto del loro genio mettendo in discussione le convinzioni religiose e scientifiche del proprio tempo, sfidando la natura e la sorte. Trovo davvero molto umano credere che il prodotto della volontà di questi “scienziati” possa essere perfetto data la caducità della loro natura; è comunque da ammirare la tenacia con cui tutti gli scrittori, e degli artisti in genere, tentino di far vivere, almeno nella fantasia, le speranze di demiurghi mortali.
Ricorda curiosamente questo:
Comunque il balletto è stato molto bello solo che, stranamente, ad un certo punto ci è venuta voglia di latte… ma di quello della Lola!
Avevamo pensato di lasciar perdere l’argomento Edduccio & Co. ma si sono manifestati eventi di una portata che era impossibile ignorare. Ci sono almeno due cose che dobbiamo segnalare e che si possono commentare solamente con suoni gutturali.
La prima sono le mutandine di Twilight con la boccuccia esangue di Edward Cullen che finisce direttamente sulla patatina delle funz più agguerrite:
La seconda è il video “musicale” di una horror pop vampire station full blood slain scary scary ahò band di pischelli di Grosseto che sorseggiano un Bloody Mary e cantano dell’amore scellerato dei vampiri, probabilmente indossando le succitate mutande: i Blind Fool Love.
Citando Lucarelli: “Paura eh?”
Elly
N.d.R. Il sonno della ragione genera mostri è il titolo originale di un’acquaforte di Goya. Lo aggiungo perchè non era così scontato come credevo.
Per leggere questo post bisogna partire dal presupposto che non si può sapere tutto, anche se un argomento ci appassiona. Nel nostro caso, il cinema, continua a rivelare inaspettate sorprese, soprattutto perchè abbiamo ancora la voglia di stare ad occhi spalancati a guardare il treno che ci viene addosso.
Pochi giorni fa siamo andati ad assistere alla proiezione di Quel maledetto treno blindato e cioè, alla pellicola da cui il magico Tarantino ha ispirato i suoi Inglorious BastErds; il regista, Enzo G. Castellari dopo la prioezione, ha svelato alcuni segreti che riguardavano il suo lavoro e della sua collaborazione con Quentin, amante viscerale del suo lavoro. E’ molto strano pensare che un italiano abbia potuto generare un fenomeno così grande, e pensare che qui Castellari aveva potuto girare solamente film di serie B. Strano, di solito l’Italia valorizza un sacco i suoi artisti…
Il titolo originale del film, come si evince dal filmatino, era effettivamente Inglorious Bastards che stranamente in italiano è stato distribuito con il titolo Quel maledetto treno blindato.
“Sapete… quando un titolo è bello è bello. Per sapere se funziona ci sono solamente due reazioni possibili. Proviamo con questo:
Inglorious Bastards… me’ cojoni!
Quel Maledetto treno blindato… e ’sti cazzi?
non c’è da supirsi che in Italia non abbia avuto molto successo.”
E. G. Castellari
Effettivamente… ci credo che Tarantino abbia solamente storpiato la A di Bastards. Stranamente però questa volta la distribuzione italica non ha messo mano al titolo, e te lo credo, con quello che ha fatto incassare… me’ cojoni!
Ora qualche chicca a proposito della pellicola originale:
- verso la metà del film una legge italiana (la pellicola si stava girando nella campagna francese dietro al grande raccordo anulare) proibì l’uso delle armi vere sui set, per questo la scena dell’assalto al castello è stata bucolicamente risistemata ad hoc. Vedere per credere!
- Quentin Tarantino conosce tutte le battute del film a memoria e, per complimentarsi con un amico gli dice “Inglorious Bastard!”.
- Sempre Tarantino ha costretto tutti i suoi amici a vedere la pellicola di Castellari, fornendo copie su VHS.
- Castellari ha un cammeo nel film di Quentin, fateci caso, è l’unico nazista abbronzato.
- Nella versione originale del 1978 sono state utilizzate moltissimi plastici miniaturizzati inseriti nell’inquadratura “reale”.
- La versione statunitense del film di Castellari è stata interamente curata da Tarantino.
- La parte in italiano recitata da Christoph Waltz è stata provata tutte le sere per tre settimane con Castellari per imparare la pronuncia perfettamente.
Ora il regista italiano sta per uscire con Caribbean Basterds, una pellicola di guerriglia urbana con una spruzzatina di Arancia Meccanica e un tocco di Bastardi senza gloria. Staremo a vedere se in patria avrà fortuna… forse stavolta non gli cambieranno il titolo!
di William Shakespeare
con Umberto Orsini, Flavio Bonacci, Rino Cassano, Gino De Luca, Francesco Di Leva, Francesco Faletti, Carmine Paternoster, Rolando Ravello, Enzo Salomone, Federica Sandrini, Francesco Silvestri, Salvatore Striano
regia di Andrea De Rosa
Ne La Tempesta temi importanti come la vendetta ed il perdono, la morte e la rinascita, le colpe dei padri espiate dai figli, la schiavitù e la ricerca della libertà, sono affrontati alla teatralissima luce dell’illusione e del sogno.
Un lavoro complesso ed affascinante, da molti considerato il testamento artistico dell’autore, che tenta di raccontare che l’uomo vive ed agisce tra mondi paralleli: la vita reale e quella di un universo misterioso che a volte si dimostra più forte e concreto della realtà stessa, forte della potenza e della violenza dei segni che il potere forma e afferma nella scena del mondo.
L’isola nella quale si perdono i protagonisti de La Tempesta ha un duplice significato: un luogo circolare da cui la fine ha un nuovo inizio e l’inizio si fonde con la fine. E’ un luogo dove la ragione viene scambiata per follia e la pazzia si traveste da ragione. Niente è più certo, se non la duplicità dell’animo umano.
Il palcoscenico è l’isola, e lo spettatore vi arriva appena entra in sala. Miranda dorme in un letto al centro del palco, unico luogo precluso alla follia.
Questa Tempesta è molto umana, sanguigna, spaventata; solamente attraverso il pentimento sincero ed il perdono si può ottenere la salvezza.
* * *
Usciti dal teatro ci si ferma a fare quattro chiacchiere con gli amici e Andre vede che dietro di lui c’è Umberto Orsini che se stà a fumà ‘na sigheretta. Andre guarda l’Elly di sottecchi per dimostrarle che lo ha visto, l’Elly riguarda Andre e telepaticamente gli dice “Lo sai che ti agiti e dici le cazzate, lascia perdere!”.
Incurante del pericolo Andre marcia verso l’ignaro Orsini e la sua sigheretta, fa un bel respiro, sfoggia il suo più radioso sorriso tendendo la mano e gli dice: “Congratulazioni!”. Orsini avvolto in una nuvola di fumo azzurro risponde gentilmente e se ne va.
Andre si allontana dal Maestro, si guarda la mano ed esclama :” CONGRATULAZIONI!? Ma di che!!!! Si dice COMPLIMENTI imbecille!!!!”
Ho ritrovato in casa un cubo di Rubik. Fichissimo, probabilmente un’ eredità di quando ero piccola ed andava un sacco di moda. Sono sempre stata negata per il cubo, tanto che, quando mi saltavano i nervi e decidevo che DOVEVO risolverlo, staccavo gli adesivi colorati dalle varie facce e lo rimettevo a posto così. 
Avevo già capito allora che il cubo di Rubik è malvagio, un’entità distruttiva mandata sulla terra per minare il buon cuore umano.
E’ una piaga dovuta al trapasso delle colonne d’Ercole, ne sono sicura; quando la nave ha passato lo stretto qualcuno lassù ha detto: “Ah sì? Vi credete tanto furbi eeeeeeeh?” E ha lanciato sulla terra un cubo di Rubik.
Grazie Ulisse.
Quando mi sono ritrovata in mano l’infernale coso, dicevo, ho sentito la forza scorrermi nel braccio e così, temerariamente, ho deciso di riprovare a risolverlo (stavolta risoluta a non staccare gli adesivini). Un quarto d’ora dopo ero già su internet a cercare le soluzioni che, ovviamente non mi sono state di nessun aiuto. In compenso ho trovato questi:
che hanno contribuito ampiamente a smontare tutta la mia boria infantile di staccatore di adesivi ed hanno dato una mazzata finale al mio ego di adulto.
Il mio commento a questi videi si può riassemere così: 
Mi consola il fatto che siano tutti orientali (presumibilmente cinesi), vuol dire che, geneticamente, non ho colpa. A parte questo sto cominciando a pensare che quei bambini sono così veloci perchè gli hanno promesso che potevano mangiare, appena finito il cubo.
Elly
I libri sono una delle mie passioni, una mania, quasi. Mi piace comperarli e guardarmeli anche dopo averli letti, mi piace la sensazione della carta tra le dita, annusare le pagine nuove, osservare la copertina, accarezzarne il dorso. Guy Montag avrebbe un sacco di lavoro da fare a casa nostra!
In biblioteca, di solito, prendo solmente i volumi che non sono sicura di voler acquistare o che decisamente non voglio comperare ma che sono curiosa di leggere (tipo I love shopping o robe così…)
Bene, detto questo, ho riflettuto un pochino sulle mie pantagrueliche letture e sono giunta alla conclusione che, fino a pochissimo tempo fa, quando ripensavo a quello che avevo letto, tendevo a ricordarmi principalmente la storia, la trama ed, in genere, il finale. Gli incipit li ho sempre trattati con sufficienza, anche se – a pensarci bene – sono proprio loro che danno il via al mio entusiasmo.
Ho deciso di raccogliere qui alcuni degli incipit che mi hanno fatto sobbalzare il cervellino, così da immortalare sul nostro blog a sempiterna memoria, queste pagine che, spero, possano incuriosire o fare riemergere la gioia della scoperta. Per introdurre meglio il sensazionale momento, ci farà da cicerone Francis Bacon che, a proposito, disse: “Alcuni libri devono essere assaggiati, altri trangugiati, e alcuni, rari, masticati e digeriti.”
Nulla di più vero, secondo me. Quindi senza più indugi, eccoli:
Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.
Il primo è decisamente di facile riconoscimento, Lolita di Nabokov è uno di quei libri che all’epoca fece scandalo e che, anche oggi, toglie il respito per la prosa perfetta e spaventosa.
C’era una volta…
- Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.
Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.
Un classicone… l’ho riletto pochissimo tempo fa e devo dire che la vena dark della storia è davvero potente, segnato da morti e malattie, Pinocchio di Collodi, non è propriamente un libro per bambini, non di quelli di oggi, perlomeno.
Miss Brooke era dotata di quel genere di avvenenza che pare essere messo in risalto da un vestire dimesso. Mano e polso erano di così elegante fattezza che essa poteva portare maniche spoglie di stile quanto quelle con cui la Beata Vergine apparve ai pittori italiani; e il suo profilo, non meno della statura e del portamento, pareva acquisire ancor maggiore dignità dai suoi abiti modesti, che, accanto alla moda di provincia, le conferivano la solennità di una bella citazione della Bibbia, o di qualcuno dei nostri più antichi poeti, inserita in un trafiletto di un giornale d’oggi.
Questo è un romanzo un pochino meno famoso, certamente, ma ho amato moltissimo il modo di scrivere Middlemarch di George Eliot (il cui vero nome era, però, Mary Anne Evans). Questo tipo di descrizioni sono appannaggio di un pensiero lontano nel tempo, così impalpabili e reali allo stesso tempo…
Buona lettura, ovunque voi siate!
Elly















