Casa dolce casa

2009 Novembre 20

Quando si va a convivere, o ci si sposa, si cominciano a vedere degli aspetti della vita domestica, che prima non avevamo considerato. Se il vostro partner è un uomo, state pur certe che non avrà assolutamente idea di quello che c’è da fare in casa, a meno che non abbia avuto una madre lungimirante (ma se è italiana ne dubito fortemente), oppure abbia già vissuto da solo (ma non è determinante). La dimensione domestica è un mondo strano e difficile da comprendere per l’uomo; non è una colpa, semplicemente non ha idea di cosa si debba fare o di quello che si può rimandare. L’uomo ha dei tempi di esecuzione diversi da quelli femminili, terribilmente lunghi o stranamente brevi e questo porta la maggior parte delle ragazze a sostituirsi al compagno per vedere svolte le faccende nel modo giusto e nel tempo regolare. E’ un grave errore. L’uomo deve essere aiutato, deve trovare i suoi tempi ed il suo sistema di interazione nel mondo domestico.

Ripeto, non è una detrazione nei confronti del maschio, è la pura realtà. Noi ragazze dobbiamo far progredire la relazione di coppia anche attraverso questa parte della vita, dobbiamo avere pazienza e dobbiamo, soprattutto, avere il coraggio di farci da parte per lasciare spazio ai primi passi dell’amato.casalinghi

Quando io e Andre siamo andati a vivere insieme abbiamo avuto molte divergenze di opinione sulla realtà domestica, per esempio lui non riusciva proprio a capire che se la lavastoviglie aveva finito il ciclo di lavaggio, i piatti dovevano essere riposti oppure che, alla sua frase “non ho più mutande nel cassetto” non corrispondeva un mio scatto sull’attenti ed una marcia forzata verso la lavatrice. Un po’ è colpa anche delle madri italiane, questo è fuori discussione. Se hanno un figlio maschio non gli insegnano ad essere indipendenti in casa o a cavarsela in cucina, credono che il loro amato bambino troverà una brava ragazza (proprio a loro immagine e somiglianza!) che si prenderà cura di lui in tutto e per tutto.

Mamme non è così da molto tempo! Fatevene una ragione, accettate la realtà!

In casa si DEVE collaborare e rispettarsi, una coppia non è tale solamente nel tempo libero o a letto, è la quotidianità che crea la relazione, non la vacanza alle Maldive.

Adesso io e Andre abbiamo raggiunto molta complicità e andiamo d’accordo per (quasi) tutto. Sono molto orgogliosa di lui perchè il suo impegno è la più bella dimostrazione d’ amore che potesse regalarmi.

Elly

Cavalierservente dell’anno

2009 Novembre 18

Certe volte mi trovo spiazzata da una realtà che supera l’immaginazione. Nello specifico, credo di aver incontrato una persona talmente pomposa da meritarsi il primo premio della categoria “cavalierservente dell’anno” nella specialità “anche se ti odio, sono superiore”.

Dopo una serata di bagordi e coriandoli, mi sono ritrovata a dover essere accompagnata a casa. Purtroppo, l’unico che veniva dalle mie parti era un sedicente gentiluomo (amico di un amico di un amico) che, per tutta la sera, non aveva fatto altro che infastidirmi con discorsi qualunquisti e noiosi, trovando da lamentarsi su tutto lo scibile umano degli ultimi 2000 anni, senza tentare minimamente di integrarsi con la realtà e divertirsi come i comuni mortali.

Insopportabile.

Un uomo che non consiglierei nemmeno come punizione.

Purtroppo l’unico che poteva accompagnarmi a casa.

Il fatto che io lo odiassi a prima vista era irrilevante, per lui io ero (e resto) una macchiolina sulla lucida cornice della sua vita noiosa e fatta di apparenze, un nulla assoluto, presente a quella serata solamente perchè conoscevo qualcuno. La mia opinione su di lui non era trapelata, anche perché sono dell’idea che se non mi interessa minimamente entrare in contatto con la persona in questione, non mi spreco a comunicare.

Arriva il momento di andare a casa e lui mi accompagna alla sua macchina. Arrivati davanti alla portiera del passeggero lui fa uno scatto da centometrista verso la maniglia e io gli chiedo ingenuamente: “vuoi che guidi io?”

E lui, indignatissimo: “No, ti volevo solo aprire la portiera”

Io lo fisso per un’istante e gli rispondo: “Guarda che ho il pollice opponibile, ce la faccio anche da sola”

E lui, stizzito: ” Beh, io sono stato abituato così”.

[La parte in corsivo che segue è quello che avrei voluto dirgli se non avessi preferito un penoso silenzio fino a casa]

“Sei abituato così? Questa sera sei stato simpatico quanto un avviso di sfratto, sei egocentrico e completamente incapace di mettere le persone a proprio agio, riesci ad avvelenare l’aria di chi ti sta intorno e mi apri la portiera?! Ma chi se  ne frega della tua subdola educazione, avrei preferito mille volte cenare con una mangusta piuttosto che ridurmi a concludere la serata in macchina con te e la tua impettita ottusità, sei solo apparenza! Ti assicuro che se potessi picchiarti lo farei, in questo momento, con una padella enorme! Riesci ad irritarmi così completamente che ogni cellula del mio corpo è diventata d’ortica!!!”

Ma, come ho detto, ho preferito il silenzio.

Elly

Anoressia e bulimia Barbie se le porta via

2009 Novembre 16

Come già segnalato in precedenza da una paio di post, la Barbie e tutto ciò che rappresenta è sempre sulla cresta dell’onda. Ora più che mai a causa dei problemi mondiali di alimentazione.

wonder barbieCHIEDETELE come vanno le cose con Ken magari, ma non azzardatevi a fare il nome di Christian Louboutin in casa Barbie. La signora delle bambole, a cinquant’anni suonati, potrebbe perdere il bel sorriso e l’aplomb impeccabile e rifilarvi una stilettata sugli stinchi. Se la celebre creatura della Mattel potesse parlare e muoversi sarebbe questa forse la reazione alla polemica che l’ha vista protagonista in questi giorni. Da una parte lei, la bambola per eccellenza, dall’altra lui, il maestro francese della calzatura entrato nell’olimpo delle shoesaholic grazie alle sue scarpe dalle suole rosse fiammanti, che in occasione del mezzo secolo della bambola è stato chiamato, insieme ad altri 49 stilisti, a creare un look celebrativo. Ebbene per il designer parigino Barbie sarebbe inadatta a indossare calzature Louboutin. La ragione? Caviglie troppo grosse.

Così la Mattel corre ai ripari in fretta e furia. E ridisegna le caviglie fino all’eccesso. Negli Stati Uniti la questione ha sollevato un polverone. Ma come? Non bastavano le polemiche sul mondo della moda, accusato di fomentare un modello di donna eccessivamente skinny, magra, attraverso la scelta di indossatrici quasi anoressiche e con abiti taglia 40 (o anche meno)? Ora ci si mette anche lo stilista francese e, come se non fosse già abbastanza magra, a Barbie è toccato rivedere la forma.

Dalla Francia però invitano a smorzare i toni e i portavoce di Louboutin ci tengono a precisare che le accuse di Christian non erano rivolte alla caviglia ma al collo del piede, troppo “grosso”. I tre modelli di scarpette rosa, décolleté contraddistinte dalla famosa suola rossa, sono comunque già pronte e Barbie le indosserà, sfoggiando la sua caviglia ritoccata, a partire dal prossimo maggio nella versione completamente vestita da Louboutin inscatolata in preziosi cofanetti in edizione limitata.

Alle donne americane la storia però non è affatto piaciuta e se da una parte si elogiano le caviglie alla Hillary Clinton, poco slanciate forse ma forti abbastanza da sostenere il successo del segretario di Stato, dall’altra il Daily News riflette sulle percentuali che differenziano le donne d’oltralpe da quelle statunitensi: un 9% di sovrappeso contro un pesante 60%.

Ad aggravare la questione ci aveva pensato qualche giorno fa anche Karl Lagerfeld, altro guru delle fashion victim e per giunta sempre portavoce della moda francese – sua infatti la firma sulle collezioni Chanel. Secondo lo stilista, “nessuno vuole vedere donne con le curve. Solo le mamme grasse che mangiano patatine davanti alla televisione dicono che le modelle magre sono brutte”. La dichiarazione era arrivata come commento alla scelta della rivista femminile tedesca Brigitte di rinunciare alle modelle professioniste a favore di donne comuni.

E che il problema della fisicità delle modelle, utilizzate dai grandi stilisti per promuovere su passerelle e riviste le loro creazioni, fosse andato veramente oltre lo conferma anche lo scandalo che ha visto protagonista Ralph Lauren. Finito sul banco di accusa del popolare blog Boing Boing per avere ritoccato digitalmente l’immagine della modella Filippa Hamilton (licenziata solo una settimana dopo perché ritenuta troppo grassa) riducendole punto vita, gambe e fianchi tanto da farla apparire quasi disumana, prima era arrivata la diffida alla pubblicazione della foto, e subito dopo, l’ammissione da parte della casa di moda americana: “Per 42 anni abbiamo costruito un marchio basato sulla qualità e sull’integrità ma dopo alcune indagini abbiamo scoperto di essere responsabili per la diffusione di una foto ritoccata che propone un modello distorto del corpo femminile”.

Ma proprio come insegnano le avventure di Barbie, nel suo meraviglioso mondo tutto rosa c’è sempre un lieto fine. E stavolta c’è anche in questa polemica. L’happy end porta il nome di sette modelle: sono Crystal Renn (la modella oversize più pagata d’America), Kate Dillon (la 35enne tutta curve), Ashley Graham, Amy Lemons, Anasa Sims, Jenny Runk e Lizzie Miller, la 20enne americana salita all’onore della cronaca per avere posato nuda e con una visibile pancetta in mostra. Sono loro le protagoniste del numero di novembre di Glamour America e posano nude, formose e felici, nel paginone centrale. Sotto il titolo: “Oh, wow. Questi corpi sono belli”.

di BENEDETTA PERILLI

Mah… non so più se aggiungere altro…

Elly

La saggezza dei proverbi

2009 Novembre 14
di AndrElly

C’era un proverbio che recitava: presta un libro ad un amico e perderai sia il libro che l’amico.

Cavolo, è fottutamente vero!

Ma perchè se le cose vanno male, ad un certo punto, credi di poterti tenere il mio libro?! Non è giusto, siamo persone adulte dopo tutto… almeno io.

Beh, ovviamente mi è successo, non c’è da meravigliarsi. Sono come la sciagurata Alice della Disney che cantava:

io mi so dar ottimi consigli,

ma poi seguirli, mai non so.

e per questo nei pasticci spesso son…

sono così scema che adesso dovro cercarmene un’altra copia! E pagarla pure!

Mi sta bene, così la prossima volta imparo a non prestare i miei preziosi tesssori a chicchessia. Datemi retta, non prestate assolutamente nulla a nessuno a meno che non abbiate le chiavi per introdurvi nella casa della persona in questione a riprendervi quello che era vostro!

Sciagura e dolore si abbatteranno su chi non seguirà il mio monito!

Elly

Peripatetiche

2009 Novembre 11

booksPasseggiando con la mia amica A, una domenica pomeriggio, ci siamo ritrovate a parlare di libri. Come sempre la conversazione è convertita sul fatto che in Italia c’è poca cultura della lettura e del libro in genere, su come ci sentiamo poco rappresentate dalle statistiche “librarie” di fine anno e su chi/comeeperchè si legga così poco.

Lei, che ha sempre un punto di vista molto alternativo ed un’oratoria invidiabile, mi ha spiegato perchè, secondo lei, è così poco diffusa la passione del leggere: praticamente, un sacco di secoli fa, quando il “sapere” era conservato dalla Chiesa e l’educazione era ad esclusivo appannaggio dei religiosi, le menti italiche si sono assuefatte alla  narrazione, senza ricercare riscontro nella parola scritta. “La Bibbia in forma scritta” ha proseguito “è una cosa recentissima; prima si tentava di divulgarla attraverso le funzioni religiose e, essendo  scritta in latino, era molto difficile che la gente comune potesse comprenderla. Quando poi, con l’avvento della stampa, il popolo ha potuto leggere ed analizzare individualmente le Sacre Scritture, sono nate delle dispute legate all’interpretazione, a volte soppresse nel sangue, perchè si discostavano troppo dalla “Versione Ufficiale”.

Cavolo, ho pensato, non avevo mai considerato questo aspetto… sicuramente non è la sola causa ma certamente ha contribuito a formare l’idea dell’italiano medio rispetto alla lettura. Abbiamo passeggiato e chiacchierato tutto il pomeriggio, analizzando e sviscerando la questione, devo dire che mi piace parlare con lei, ogni volta che ci lasciamo mi  sento più intelligente.

Elly

Giochino 4: I copioni

2009 Novembre 9

Sarà capitato a tutti, durante la carriera scolastica, di avere in classe dei compagni copioni, ovvero quelle persone che copiavano persino i temi di italiano.

Il dubbio che mi rodeva dentro allora era: “Ma poi non risulteranno uguali i nostri temi?”… ma a questo si rispondeva con: “Tranquillo, ho cambiato le parole!”

Tutto questo per dire che anche negli anni 60-70 in Italia era uso comune fare “i copioni”, ovvero prendere canzoni famose all’estero (Stati Uniti, Inghilterra, Francia) e metterci su delle parole italiane.

L’esempio di oggi? Il “mitico” Adriano Celentano con uno dei suoi più grandiosi successi del 1962:

…e a seguire la canzone originale del 1961 a opera del mitico Gene McDaniels:

Stranamente in questa versione italiana il significato della canzone resta lo stesso! Incredibile considerando quello che il nostro Adrianone Nazionale fece con “Stand by me”! Ma questa è un’altra storia…

Andre

Per staccare un po’ la spina…

2009 Novembre 6

Quando si dice che su internet si trova di tutto…

mano-cuscino

mano-cuscino

la pepsi bianca

la pepsi bianca

ghiacciolo dentiera

ghiacciolo dentiera

ghiacciolo pinna squalo

ghiacciolo pinna squalo

tavolo sumo

tavolo sumo

tavolo golf

tavolo golf

tavolo pac man

tavolo pac m

slip unlock

slip unlock

slip username password

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Il piacere dell’onestà

2009 Novembre 4

di: Luigi Pirandello

con: Leo Gullotta,Valentina Beotti,  Marino Duane, Paolo Lorimer, Mirella Mazzeranghi, Marta Richeldi, Antonio Fermi, Federico Mancini, Vincenzo Versari.

regia: Fabio Grossi

La commedia in tre atti, ispirata dalla novella Tirocinio (1905), è stata scritta nell’ Aprile – Maggio 1917 ed è stata rappresentata la prima volta nello stesso anno a Torino con protagonisti principali Ruggero Ruggeri e Vera Vergani.

piacere_onestà

Pirandello, come sempre, risulta attuale e perfetto. Questa sera sul palcoscenico c’era l’Italia di ieri, di oggi, quella che eternamente lotterà per salvare le apparenze e cercare di fare i propri comodi appena girato l’occhio.

La storia di una ragazza madre, costretta dalle circostanze (l’amante già sposato, quando ancora il divorzio non esisteva) a sposare un “uomo di paglia” finirà per comprendere, assieme alla madre, che l’unica e vera onestà è quella che dobbiamo riservare  a noi stessi, alla nostra identità. Nella ricerca affannosa di piacere e compiacere gli altri finiamo per prostituire la nostra anima diventando ombre che mentono anche a se stesse pur di piacere, essere socialmente accettate. Un bellissimo momento teatrale portato in scena da attori eccezionali, Leo Gullotta in testa.

McDonald se ne sbatte

2009 Novembre 2

Tanto e tanto tempo fa, è uscito un docu-film dal titolo  Super Size Me che trattava della mala alimentazione professata ed esportata dalla catena di fast food McDonald’s. Io e Andre boicottiamo quella catena da un pezzo, più o meno dal 2000, da quando, cioè abbiamo scoperto le condizioni vergognose in cui operano le persone che vi lavorano, dello sfruttamento delle colture incentivato dal marchio e, non ultimo, dalla scarsa qualità del cibo offerto.

Siamo stati contenti, quindi, che una persona qualunque, un uomo comune e per giunta americano, abbia avuto il coraggio di sottoporsi ad una dieta mensile esclusivamente McDonaldiana per dimostrare attraverso esami clinici, il reale rischio di quella alimentazione.

Dopo avere visto il film ci siamo sentiti sconvolti; sì, sapevamo l’entità del male, ma non immaginavamo le conseguenze che la catena aveva sul suolo americano. La pubblicità ed il merchandise vario sono talmente radicati e potenti da occultare le informazioni, dimostrare di essere al di sopra del bene comune e distorcere la realtà.

La scena che mi ricorderò sempre con maggiore dolore (più o meno a 4 minuti e57 di questo filmato, anche se vi consiglio di guardarlo tutto) sono le interviste ai bambini. Dimostra chiaramente come e quanto questa catena alimentare  influenzi le menti di chi non ha ancora gli strumenti per sciegliere consapevolmente.

Il McDonald è arrivato nella nostra città quando io avevo più o meno 16 anni, quando cioè, la mia famiglia mi aveva già alimentato in modo sano per un sacco di tempo; queste personcine però, soffriranno terribilmente per le conseguenze della loro mala alimentazione. Noi pensiamo che McDonald sia come il cancro nascosto nelle sigarette, un male latente, che non si percepisce finchè emerge all’improvviso, sottoforma di malattia rovinando la tua vita e quella dei tuoi cari.

Basta McDonald!

Elly

Nota: avrei voluto aggiungere nel post che ogni singolo pezzo di carne (hamburger, mc nuggets etc.)  è composto da MILIONI di pezzi di animali diversi, cioè da più parti di animali della stessa specie e “corretto” con conservanti,  acidificanti e zucchero (aspartame)  per il sapore. Questo significa che chi mangia da McDonald ingurgita tutto, ma proprio tutto dell’animale: pelle, cartilagini varie, un pochino di carne  e probabilmente non lo sa. Ma fa troppo schifo per dirlo.

Buon Halloween a tutti!

2009 Ottobre 31

halloween monnalisa