Racconti di Giugno

di e con Pippo Delbono

La prima volta che abbiamo visto Pippo Delbono lo avevamo trovato molto interessante.

La seconda un po’ meno.

La terza aveva scritto una bella pièce e ci è andata bene così.

Quest’anno, sinceramente, avremmo voluto evitarlo.

E’ pesante Delbono. Per una stagione potevano evitare di metterlo in cartellone ma no, non si può. Prende il teatro talmente sul serio che è difficile entrare in sintonia con lui, la sua compagnia -disabili, microcefali e barboni- di solito contribuisce ad attirare come mosche le menti catto-benpensanti dei paraggi per questo, probabilmente, nessuno si lamenta mai. Resta comunque il fatto che, alla fine dei suoi spettacoli, le signore impellicciate e gli omoni col sigaro, uscendo si chiedono “Ma ti è piaciuto?”

“…sì… carino… mmh… e a te?”

“Massì, bello… interessante… e poi hai visto quello microcefalo?”

“Siiiii, bravissimo… si è imparato tutto a memoria, straordinario”

“Eh già, e per fortuna che lavora con lui sennò chissà dove sarebbe adesso, povera creatura…”

“Eh!”

“Eh…”

Insomma, un misto tra non ho capito cosa ha fatto ma proprio per questo deve essere stato molto intelligente e un che bravi i ritardati che parlano! Sembra la fiera dell’italiano medio e Delbono ci sguazza da così tanto tempo che ormai ci crede sul serio nella sua missione di salvatore di “attori” borderline.

In questa stagione, dicevamo, Delbono presenta “Racconti di giugno”

La curiosità per gli altri.

il senso nascosto delle relazioni.

il filo rosso degli invaghimenti negli spettacoli.

la coscienza di una bellezza senza confini nelle storie. […]

le coincidenze (tante) di giugno, il mese in cui sono nato.

quel qualcosa in se stessi mai detto forse perchè mai chiesto.

Pippo Delbono

Pippo Delbono. Genio e sregolatezza. Quando credi di aver capito di che cosa stai parlando, ti rendi conto che invece non hai capito nulla. Entra in scena in ritardo di mezz’ora a causa di un raffreddore. La platea si lamenta. Lo si sente nel brusio di sottofondo. Poi inizia a parlare e tutti tacciono. Parla con il cuore Delbono, parla dell’amore. Parla della sua giovinezza tra il paesino della riviera ligure e il mondo, parla di se stesso e dei suoi incontri, parla della discesa agli inferi e del ritorno alla vita, la sua.

Uno spettacolo che racconta come sono nati gli altri suoi spettacoli e di come tutto sommato non bisogna mai rimpiangere ciò che ci è accaduto, per quanto terribile e doloroso possa essere stato. Un monologo denso di emozioni e di tenerezza. La vita di un uomo vista con gli occhi di chi l’ha vissuta per davvero.

Andatelo a vedere!

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3 thoughts on “Racconti di Giugno

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